La crisi dei chip travolge il mondo dell’auto, al centro di una vera e propria tempesta perfetta iniziata con l’emergenza Covid.

Il mondo dell’auto vive una crisi senza fine accentuata dagli effetti a lungo termine del Covid e dalla crisi dei chip, che si sta espandendo a macchia d’olio mettendo in crisi la produzione di automobili. E la crisi arriva in un momento storico delicatissimo, quello della trasformazione della mobilità, chiamata a tagliare il traguardo dell’elettrico entro il 2035. Risultato che inizialmente era considerato difficile e che oggi, con il settore in piena crisi, molti ritengono impossibile.

Cos’è la crisi dei Chip e perché ha colpito il mondo delle auto

Il chip crunch è iniziato durante la pandemia, quando alcuni stabilimenti hanno dovuto chiudere i battenti a causa del lockdown. Non solo. Con il lockdown, molte persone che erano costrette a stare a casa hanno acquistato in massa questi dispositivi. Hanno questi chip le consolle dei videogiochi, i computer e molti altri strumenti tecnologici. Quindi c’è stato un aumento della domanda in un momento caratterizzato da una riduzione della produzione. Completa il quadro il fatto che le aziende produttrici non si aspettavano un’impennata della domanda. Anzi, si aspettavano un calo. E così sul mondo delle auto, già in piena crisi Covid, si è scatenata una sorta di tempesta perfetta.

La domanda interessante a questo punto è perché il mondo dell’auto ha accusato il colpo e altri settori no, o comunque molto meno? Semplice. Perché i produttori hanno risolto prima le richieste provenienti dai produttori di dispositivi elettronici, questo a discapito delle case automobilistiche.

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Operai Industria
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Come si stanno muovendo le case automobilistiche

La crisi dei chip sta interessando in particolar modo la Toyota e la Volkswagen. La Toyota dovrebbe ridurre la produzione del 40%. Anche la Volkswagen dovrebbe tagliare sulla produzione, mentre l’emergenza sta interessando anche Stellantis. Secondo alcune previsioni degne di credibilità, la crisi dovrebbe portare ad un calo della produzione di quasi 4 milioni di veicoli per un contraccolpo economico di circa 110 miliardi di dollari.


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