Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha fatto alcune precisazioni con annesse frecciate coinvolgendo anche Giuseppe Conte.
Dopo la querelle con Rutte in merito all’utilizzo delle basi americane in Italia che ha visto coinvolti Giorgia Meloni e Guido Crosetto, proprio il titolare della Difesa ha tenuto a fare alcune precisazioni in Aula e successivamente anche in una intervista a La Stampa dove non sono mancate alcune frecciate all’indirizzo di Giuseppe Conte, tra gli oppositori che hanno maggiormente chiesto spiegazioni al Governo su questo tema.

Guido Crosetto e i voli aerei dalle basi americane
Intervenuto in Aula per fare il punto sul recente caso con Rutte sui voli aerei partiti dalle basi americane in Italia, Guido Crosetto ha prima di tutto puntualizzato: “Quando gli Stati Uniti hanno previsto attività diverse da quelle riconducibili al perimetro degli accordi bilaterali vigenti lo hanno chiaramente comunicato e questo governo, come è noto, non ha concesso l’autorizzazione. Il che ha anche generato un forte disappunto da parte dell’amministrazione americana come si è visto e si può vedere”.
Secondo il titolare della Difesa tutto questo “dimostra meglio su come si comporta il governo, è stata la negazione di alcuni di quei voli, non solo uno di quei voli. Siccome il governo ha negato l’autorizzazione proprio per rispettare il principio, non c’è alcun problema. Questa negazione ha anche avuto una reazione dall’altra parte, talmente evidente che far finta di non vederla non ha nulla a che fare con la politica”, ha detto pungendo le opposizioni.
La frecciata a Conte: la verità sui numeri
Avvalendosi dei numeri, Crosetto ha quindi lanciato alcune stoccate agli oppositori: “Nel periodo dal 28 febbraio al 23 giugno 2026, sono partiti 518 voli. Nel 2019 nello stesso periodo ne sono partiti 722”. Per il Ministro “non c’è nulla di cui il governo debba vergognarsi. Semmai deve vergognarsi chi ha strumentalizzato questi 518 voli ed è alleato con chi ne ha autorizzati 790 in passato […]”.
Nel corso dell’intervista a La Stampa rilasciata dopo questo intervento, Crosetto ha quindi rincarato la dose: “Quest’anno, nel periodo di Epic Fury, come ho precisato dopo le parole di Rutte, sono stati poco più di 500. In linea con gli anni precedenti: 560 nel 2022, 477 l’anno prima. Nel 2019 furono 700, il numero più alto. C’era Conte. Stessa tipologia di voli. Capito perché dico che sono polemiche strumentali?“.
E ancora: “Significa che in Italia, in base ai trattati che abbiamo, non possono partire voli che vadano ad attaccare altri Paesi. A meno che non fossimo noi coinvolti e non è questo il caso. La discussione sviluppata è stata surreale. Questi voli non dipendono da una decisione politica ma dall’applicazione dei trattati. Ministro e governo sono avvisati solo in caso di situazioni non previste”.