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Cruciani incalza Benifei: "Voi eredi dei comunisti"
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Cruciani sbotta in studio: “Voi eredi dei comunisti”

Giuseppe Cruciani

Durante un intervento in diretta televisiva, Cruciani ha incalzato il suo interlocutore dandogli dell’erede del Partito Comunista.

Dopo aver detto cosa lo scandalizza dello Stato, Cruciani è apparso nuovamente sotto le luci dei riflettori a causa di un battibecco che lo ha visto come protagonista. Il siparietto in questione è andato in onda durante una delle ultime puntate di “Dritto e Rovescio” su Rete 4.

L’altro protagonista della discussione è stato Brando Benifei, eurodeputato del Partito Democratico incalzato proprio dal celebre conduttore radiofonico. Ecco qual è stato il “casus belli” che ha dato via alla discussione.

Giuseppe Cruciani
Giuseppe Cruciani – newsmondo.it

La discussione tra Cruciani e Benifei

L’eurodeputato è stato “accusato” dal conduttore radiofonico di essere il degno erede del Partito Comunista: “Lei è l’erede del Partito Comunista italiano. Ho visto in questi giorni dei fantastici manifesti che rievocavano la posizione presa dal Pci nel 1979, lei per le posizioni che ha è il perfetto erede“.

Il suo interlocutore ha così risposto, in maniera piuttosto piccata: “Meglio essere eredi del Partito Comunista italiano che del Partito Fascista!“. La risposta del conduttore radiofonico non si è fatta attendere.

Uno dei due volti de La Zanzara ha infatti replicato: “Io non sono erede di nulla, per cui si rivolga ad altri. Sono erede al massimo di mia madre, mio padre e mio nonno. Mio nonno era monarchico se proprio lo voleva sapere. Io non sto dicendo che lei è un criminale, ma solo che è erede di una tradizione di un partito che nel ’79 salutò la caduta dello scià come un grande trionfo ed era alleato dell’attuale carnefice del popolo iraniano. Questo era il partito comunista del ’79“.

Il proseguimento della discussione

Come si può vedere da questo post social, la discussione tra Cruciani e Benifei è proseguita con un botta e risposta dai ritmi più concitati: “Quando ci sono iniziative militari di presidenti democratici, non sono così indignati come nel caso di Trump. L’obiettivo è attaccare il governo Meloni, non è che pensate alla salvezza della società iraniana, non ve ne frega niente“.


Benifei ha negato l’accusa in questione, ma il conduttore radiofonico ha replicato facendo riferimento ad un “pretesto legittimo” per criticare il governo Meloni.

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ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2026 11:59

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