La scomparsa della piccola Denise Pipitone è ancora oggi di uno dei casi di cronaca che ha suscitato più scalpore in Italia.

Ad oggi sono passati 17 anni dalla scomparsa di Denise Pipitone, che all’epoca aveva soltanto quattro anni. Il fatto risale al primo settembre del 2004. Le indagini si conclusero in una bolla di sapone, non portando alla soluzione del caso.  

Si tratta ancora oggi di uno dei casi di cronaca che ha suscitato più scalpore in Italia. In tutto questo tempo, Piera Maggio, la mamma di Denise Pipitone, non ha mai smesso di cercare la sua bambina.  Denise Pipitone scomparve da Mazara del Vallo in provincia di Trapani, e di lei non si seppe più nulla. 

Al momento della sparizione, Denise era a casa di sua nonna materna. Stava giocando insieme ad un cuginetto. L’ora in cui fu vista viva per l’ultima volta è mezzogiorno meno un quarto. A vederla fu una zia, che passò davanti alla casa della donna di Denise. Mentre svoltava, vide la piccola nel marciapiede di fronte casa, mentre svoltava, rincorrendo il cuginetto, in via Domenico La Bruna.   

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La vicenda 

Secondo quanto emerso dalle ricostruzioni, Denise sarebbe stata rapita dalla sorellastra Jessica, insieme a sua mamma Anna Corona e dell’ex fidanzato Gaspare Ghaleb. Ma per quale motivo avrebbe dovuto rapire la piccola di soli quattro anni? A quanto pare Jessica provava una forte gelosia nei confronti della sorellastra: avevano lo stesso padre.  

La madre di Jessica, Anna Corona, fu indagata in un secondo filone d’indagine per sequestro di minorenne. Ma il caso fu archiviato dal gip di Marsala nel dicembre 2013. Per la donna la procura di Marsala richiese che venisse condannata a scontare 15 anni di reclusione. L’accusa era di sequestro di minore. 

Secondo la Procura di Marsala, Anna Corona era “colpevole senza alcun dubbio”.  Recentemente, l’interesse dei media sul caso aveva riportato alla riapertura delle indagini nel 2021. L’avvocato Giacomo Frazzitta, il 12 maggio 2021, mentre era ospite a “Chi l’ha visto?” raccontò di aver ricevuto una lettera. 

Era da parte di un anonimo, e rivelava informazioni importanti. Durante il programma l’avvocato ha chiesto all’autore o autrice della lettera di farsi vivo, garantendo che la sua identità sarebbe stata tutelata.  

La notizia fece un gran scalpore nei media, tale che il giorno successivo su Twitter venne creato l’hashtag #GrazieaTe. L’obbiettivo era quello di raggiungere l’autore della lettera e spingerlo a farsi vivo, in modo che Denise potesse essere ritrovata. 

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ultimo aggiornamento: 05-08-2022


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