Dieselgate, coinvolta anche la Ford: sotto accusa mezzo milione di pick-up

Ad oltre un anno e mezzo dallo scoppio dello scandalo Dieselgate Ford finisce nel mirino di una class action da parte dei possessori del pick-up Ford Super Duty

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Negli Stati Uniti è scoppiato il Dieselgate Ford. L’accusa mossa alla casa automobilistica americana è quella di aver manomesso il software per il controllo delle emissioni inquinanti. I valori congruenti alle limitazioni imposti dalla legge americana sarebbero stati ottenuti solo “spegnendo o abbassando i controlli di emissione quando il software rilevava che il veicolo non si trovava in un area di controllo delle emissioni”.

Dieselgate Ford: la class action

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A puntare il dito contro il gruppo con sede a Detroit è stata una class action (con ben 58 capi di accusa) depositata in un tribunale federale americano. L’iniziativa è stata affidata allo studio legale Hagens-Berman, lo stesso che a suo tempo si era occupato del Dieselgate Volkswagen. I modelli incriminati sono due pick-up, il Ford Super Duty F-250 e l’F-350 prodotti tra il 2011 e il 2017.

Secondo la documentazione prodotta da possessori dei due modelli sotto accusa, la Ford avrebbe utilizzato un software in grado di aggirare i controlli governativi sulle emissioni inquinanti. I veicoli in questione, circa 500.000, produrrebbero emissioni inquinanti di monossido di azoto cinquanta volte superiori rispetto al limite consentito. La Ford è anche accusata di aver imposto un premio di 8.400 dollari rispetto ai modelli di pick-up concorrenti, per poter acquistare le versioni ‘pulite’.

La replica della Ford

Mentre la Volkswagen fu costretto a suo tempo a fare mea culpa, la Ford per ora rigetta le accuse. Il gruppo dell’ovale blu, infatti, non ha ancora ricevuto alcuna notifica di violazione da parte delle agenzie governative competenti. A risentirne, per ora, è soltanto il titolo in borsa, che ha fatto registrare un leggero calo.

Il portavoce della Ford, Daniel Barbosa, ha sottolineato come “tutti i veicoli, compresi quelli con motori diesel rispettano le regole imposte dalla agenzie Epa e Carb. I veicoli Ford non hanno dispositivi di manipolazione. Si tratta di accuse infondate da cui ci difenderemo“.

Dieselgate Ford: coinvolto anche il gruppo Bosch

Tra gli imputati della class action compare anche il gruppo Bosch, già coinvolto nel caso Volkswagen (in cui optò per il patteggiamento). Il colosso tedesco viene messo sotto accusa in quanto responsabile dello sviluppo del software montato sulle vetture ‘incriminate’.

In particolare, tale software avrebbe permesso di alterare parametri quali  i livelli di carburante, la circolazione dei gas di scarico e la pressione dell’aria durante i test effettuati dalle autorità di controllo.

Rene Ziegler, portavoce del gruppo tedesco, ha dichiarato che “la Bosch prende molto seriamente le accuse di manipolazione dei software dei motori diesel”. L’azienda fa inoltre sapere di stare “collborando alle indagini per far luce sulla propria posizione“.

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