Elettriche, ibride e plug-in, capiamoci qualcosa: le differenze e le caratteristiche

L’evoluzione delle automobili. Elettriche, ibride e plug-in hybrid: le differenze e le caratteristiche dei nuovi modelli a basse emissioni.

Con l’entrata in vigore (tutta in salita) di eco-tassa ed eco-bonus (come funziona), con il pacchetto attivo dal 1 marzo 2019, il mondo dell’automobile guarda con convinzione al green, alla tecnologia attenta all’ambiente.

Questo si traduce, dal punto di vista pratico, con i motori elettrici. Ma questa è ovviamente una generalizzazione imprecisa che non rispecchia i progressi che hanno caratterizzato il mondo delle quattro ruote.

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Auto elettriche, ibride e plug-in hybrid

Il futuro dell’automobile, o meglio il presente ormai, si sviluppa in ottica rinnovabile e a basso impatto ambientale. In origine furono le macchine ibride, in grado di affiancare alla spinta del motore tradizionale quella di un propulsore elettrico. L’evoluzione naturale (ma non semplice da mettere a punto) è stato il plug-in hybrid, poi la ricerca e lo sviluppo hanno portato alla messa a punto delle prime automobili interamente elettriche dotate di buona autonomia.

Mild-hybrid electric (Mhev)

Siamo di fronte alla versione base dell’automobile green che si promette di voltare le spalle all’inquinamento strizzando l’occhio all’ambiente. Le emissioni sono sensibilmente ridotte rispetto all’auto tradizionale, ma il sistema ibrido non è in grado di far muovere la macchina in maniera autonoma. Si limita sostanzialmente a sostenere il motore.

Hybrid electric vehicle (Hev)

La prima evoluzione delle Mhev sono le automobili Hev. L’apparato ibrido su questo tipo di automobili funziona contemporaneamente al motore tradizionale. Rispetto alla versione base precedentemente analizzata, queste macchine hanno una autonomia – limitatissima – che gli consente di muoversi grazie alla sola spinta della propulsione elettrica, che non garantisce comunque un numero di chilometri significativo per poter essere soddisfacente. La nota positiva riguarda ovviamente le emissioni, notevolmente ridotte anche rispetto alle Mild-hybrid electric.

Plug-in Hybrid EV (Phev)

Il terzo grado dell’evoluzione elettrica ci porta alle Plug-in hybrid, dotate di un motore elettrico che può essere ricaricato anche attraverso la tradizionale presa di corrente. La spinta elettrica garantisce un’autonomia di circa cinquanta chilometri che consentono almeno di fare qualche commissione nel quartiere senza inquinare.

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Battery electric vehicle (Bev)

Entrando nel mondo dell’elettrico allo stato puro troviamo le Bev, ossia le macchine mosse da batteria elettrica. Sono i primi veicoli della scala senza motore tradizionale. Sono mosse da batterie elettriche ricaricabili attraverso la presa tradizionale o durante le frenate durante la marcia. Godono di discreta autonomia che consente spostamenti per attività quotidiani con tempi di ricarica tendenzialmente brevi.

Fuel Cell

Chiudono in quadro le macchine così dette Fuel Cell, ossia mosse da batterie e celle alimentate ad idrogeno. Le emissioni sono ovviamente pari a zero e l’autonomia è decisamente buona, consentendo anche lunghi viaggi se ben pianificati consultando le mappe che segnalano le colonnine per la ricarica.

ultimo aggiornamento: 01-03-2019

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