Dalla fine del 2020 alla metà del mese di giugno del 2021 in Lombardia sono stati registrati 81 casi di variante Delta del Covid.

Dopo che Boris Johnson ha deciso di rinviare la fine delle restrizioni in Gran Bretagna, anche in Italia si ragiona sulla diffusione della variante Delta (ex indiana) del Covid, con la Lombardia che finisce sotto la lente di ingrandimento.

La Regione ha appena raggiunto la zona Bianca ma resta un’osservata speciale per la diffusione delle varianti. Solo pochi giorni prima del passaggio effettivo in zona Bianca era stato intercettato un focolaio in una palestra di Milano, dove un soggetto, già vaccinato, è stato infettato proprio dalla variante Delta.

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Covid, la diffusione della variante Delta in Lombardia

Numeri alla mano, dalla fine del 2020 alla metà del mese di giugno del 2021 in Lombardia sono stati registrati 81 casi di variante Delta del Covid. Numeri ancora controllati ma che suggeriscono di muoversi con prudenza soprattutto in questa fase di riaperture.

Nella regione la variante inglese è la più diffusa – e la cosa non sorprende -, poi c’è la variante brasiliana e quindi quella sudafricana. La variante indiana (o meglio Delta alla luce della revisione dei nomi voluta dall’Oms) ha una diffusione ancora circoscritta e al momento non preoccupa particolarmente. Almeno per il momento.

Con il passaggio in zona Bianca e l’allentamento delle misure restrittive assume un’importanza fondamentale l’attività di monitoraggio, utile ad intercettare un eventuale nuovo aumento dei casi e organizzare le misure di contenimento.

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La lezione della Gran Bretagna e gli effetti sulla campagna di vaccinazione

Diversi esperti invitano alla massima prudenza e guardano con preoccupazione alla Gran Bretagna, anche se la situazione non è paragonabile. Non del tutto almeno.

La variante Delta, come dimostrato dagli studi, è in grado di bucare la copertura dei vaccini soprattutto nei soggetti che non hanno completato il ciclo di vaccinazione, quindi nei soggetti che hanno ricevuto solo la prima dose. Va anche detto che, come dimostrano gli studi condotti nel Regno Unito, i nuovi casi sono stati registrati soprattutto tra soggetti non vaccinati. Per quanto riguarda i soggetti vaccinati con una sola dose, la situazione tra GB e Italia non è paragonabile.

Sin dall’inizio della campagna di vaccinazione Londra ha deciso di puntare sulla strategia della prima dose. Si è deciso quindi di ritardare la somministrazione della seconda dose per somministrare almeno la prima ad un numero maggiore di persone. Una strategia che nell’immediato ha dato risultati importanti ma che non ha portato ad una definitiva soluzione dell’emergenza, come dimostrato dal fatto che Johnson ha dovuto rimandare di un mese la caduta delle ultime restrizioni. L’Italia ha deciso di non esasperare la strategia della prima dose. Nel nostro Paese sono state somministrate 42.734.542 dosi e 14.259.075 hanno completato il ciclo di vaccinazione. C’è un discreto serbatoio di persone coperte con una sola dose ma i tempi per completare il ciclo di vaccinazione non sono particolarmente lunghi. Anche perché il caso del Regno Unito suggerisce di non rimandare eccessivamente la somministrazione della seconda dose.

Moratti, “Variante temibile ma non preoccupa particolarmente”

“La cosiddetta variante indiana è temibile, però non preoccupa particolarmente perché abbiamo a disposizione i vaccini. Analisi inglesi confermano infatti che la copertura vaccinale ha una ottima efficacia anche contro questa variante. Se si è vaccinati, anche la variante indiana, come tutte le altre, dovrebbe essere sotto controllo”, ha dichiarato Letizia Moratti.

“E’ fondamentale proseguire celermente nella campagna vaccinale, e per questo incoraggio nuovamente un’adesione massiccia dei nostri cittadini che, sino ad ora, sono stati esemplari per senso civico e responsabilità”, ha aggiunto Moratti.

“I casi verificatisi ad aprile sono stati due, a maggio c’è stato un incremento e a giugno una piccola ma significativa riduzione. Dovremo monitorare costantemente la situazione per vedere che non si verifichino nuovi focolai con questa variante. Da quello che risulta finora dalle valutazioni scientifiche è una variante sensibile al vaccino, ma ha, sembra, una maggiore diffusibilità. Cercheremo di essere particolarmente attenti”, ha dichiarato il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

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ultimo aggiornamento: 15-06-2021


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