422 dipendenti della multinazionale Gkn licenziati via mail. Confindustria prende le distanze: “Non sapevamo niente”.

FIRENZE – 422 dipendenti della multinazionale Gkn licenziati via mail. Come riportato dal Corriere della Sera che cita i sindacati, l’azienda britannica ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Campi di Bisenzio con una mail nelle prime ore di venerdì 9 luglio.

L’impresa è attiva nel settore della componentistica per auto e da tempo sta attraversando un momento di difficoltà. E da tempo i sindacalisti avevano lanciato l’allarme.

I sindacati: “Questa è la loro violenza”

La notizia è stata confermata anche da Dario Salvetti con un post sui social: “Non sono in condizione di rispondere perché siamo in assemblea. Questa mattina (9 luglio ndr) ci hanno comunicato la chiusura della Gkn di Firenze con effetto immediato. Una mail, più di 50 famiglie a casa. Questo sono loro e questa è la loro violenza“.

Avrete notizie e invito all’azione – ha aggiunto – avremo bisogno di tutta la forza e la solidarietà. Si astengano i falsi preoccupati che hanno permesso tutto questo“.

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Confindustria prende le distanze

Decisione non condivisa da Confindustria di Firenze. L’associazione toscana ha detto di non essere stata informata e ha garantito il proprio impegno per arrivare ad una soluzione. E non si esclude nelle prossime ore un confronto con il Mise per arrivare ad un compromesso.

Sempre in casa Confindustria ha parlato Bonomi dalla Puglia. “Qualcuno ha montato per due mesi una campagna di forte pressione perché lo stop dei licenziamenti rimanesse per tutti – ha detto il presidente riportato da La Repubblicapaventando 2 milioni di licenziamenti. Si tratta di un numero infondato perché il rimbalzo del Pil è bene avviato e la produzione industriale è tornata ai livelli pre-Covid“. Ma le prime chiusure sono arrivate ed il rischio di ulteriori licenziamenti è molto alto in futuro dopo lo sblocco deciso dal Governo.

Il ministro Orlando: “Inaccettabile”

Il ministro Orlando, riportato dall’Ansa, ha dichiarato di aver preso “i contatti con i sindacati e il Mise si sta muovendo per verificare le condizioni in cui è avvenuto l’episodio, ma si tratta di modalità che non possono essere accettate e su cui bisogna trovare tutti gli elementi per scongiurarli. Non ho mai nascosto le mie preoccupazioni davanti allo sblocco dei miei licenziamenti, ma questa mi sembra una questione che ha caratteristiche specifiche“.


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