Il 3 febbraio 1998 un aereo militare statunitense tranciò i cavi della funivia del Cermis, uccidendo venti persone. Ricostruzione, processi e responsabilità .
Il 3 febbraio 1998, alle 15:13, un aereo militare statunitense EA-6B Prowler urtò e tranciò i cavi della funivia del Cermis, sopra Cavalese, in Trentino. Una cabina precipitò al suolo, uccidendo tutte le venti persone che si trovavano a bordo: diciannove passeggeri e il manovratore. Lāaereo, gravemente danneggiato, riuscƬ invece a rientrare alla base di Aviano.

Disastro della funivia del Cermis: il volo troppo basso e troppo veloce
Il velivolo apparteneva al Corpo dei Marines ed era decollato da Aviano per la missione addestrativa āEASY 01ā. Il pilota era il capitano Richard J. Ashby; accanto a lui si trovava lāufficiale addetto ai sistemi elettronici Joseph Schweitzer, mentre altri due militari occupavano la parte posteriore dellāabitacolo.
La Commissione parlamentare italiana concluse che la tragedia era stata provocata dalla sistematica violazione delle regole di volo. Il Prowler procedeva a circa 540 nodi, quasi 1.000 chilometri orari, superando il limite di 450 nodi. Al momento dellāimpatto si trovava a circa 357 piedi, poco più di cento metri dal terreno, molto al di sotto delle quote minime previste.
Lāinchiesta descrisse la missione come condotta in maniera Ā«oltremodo aggressivaĀ», giudicando il prolungato mancato rispetto dei parametri non un semplice errore umano, ma una forma di indisciplina. Furono rilevate anche carenze nella diffusione delle disposizioni locali e nei controlli esercitati dalla catena di comando statunitense.
Lāassoluzione e la videocassetta distrutta
In base agli accordi sullo status delle forze NATO, la giurisdizione principale fu riconosciuta agli Stati Uniti. Ashby venne processato da una corte marziale a Camp Lejeune per venti capi di omicidio involontario e altri reati, ma il 4 marzo 1999 fu assolto da tutte le accuse relative al disastro. Dopo il verdetto, le contestazioni analoghe contro Schweitzer vennero ritirate.
Emersero però prove secondo cui Ashby e Schweitzer avevano rimosso dalla videocamera di bordo il nastro registrato durante il volo, sostituendolo con uno vuoto. Schweitzer ammise di avere successivamente gettato la videocassetta in un falò, sapendo che sarebbe stata utile agli investigatori italiani e americani.
Ashby fu quindi condannato per ostruzione alla giustizia e condotta indegna di un ufficiale: ricevette sei mesi di detenzione, la perdita dello stipendio e lāespulsione dal servizio. Schweitzer si dichiarò colpevole per la distruzione del filmato e venne a sua volta allontanato dai Marines, senza una pena detentiva. Le condanne riguardarono soltanto lāoccultamento della prova, non la morte delle venti vittime.
Nel 1999 il Parlamento italiano approvò una legge speciale per gli indennizzi destinati ai familiari. Sul piano penale, tuttavia, nessuna persona è mai stata condannata per le venti morti. La strage del Cermis rimane perciò uno dei casi più dolorosi nei rapporti tra Italia e Stati Uniti.