Don Ciotti chiede la chiusura di CasaPound e di tutti i movimenti di estrema destra: “La rinascita del fascismo è un rischio reale”.

Torna a parlare di politica don Ciotti, che in occasione del suo ultimo intervento si è scagliato contro CasaPound e contro tutti i movimenti di estrema destra che sono proliferati in questi ultimi anni. E che recentemente, secondo voci autorevoli della sinistra, avrebbero trovato terreno fertile con il nuovo governo dell’alleato Matteo Salvini. Nulla di nuovo nel campo della polemica insomma.

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L’ultima missione di don Ciotti: CasaPound deve chiudere

Come riportato da Repubblica, il numero uno di Libera e del Gruppo Abele si è reso protagonista di un lungo attacco alla nuova destra, un affondo fatto in nome della Costituzione e con diversi riferimenti che hanno fatto pensare a qualche velata critica anche a Matteo Salvini.

“Lo abbiamo detto in tante occasioni e lo ribadiamo con decisione: CasaPound va sciolta. Tutte le organizzazioni fasciste vanno vietate. Bisogna applicare le leggi e riempire i tanti vuoti della nostra Costituzione. Lì troviamo le istruzioni necessarie per costruire una società di diritti, lavoro e dignità”.

CasaPound
Fonte foto: https://www.facebook.com/casapounditalia

“Ottant’anni fa sono state promulgate le leggi razziali. Una pagina vergognosa, ma la vergogna tende a scomparire”

Don Ciotti ha poi proseguito la sua riflessione con un’analisi storica menzionando le leggi razziali promulgate in epoca Fascista

“Nella Costituzione ci sono le istruzioni per archiviare una volta per sempre i fascismi, i nazismi, le violenze e le ingiustizie […]. Ottant’anni fa sono state promulgate anche le leggi razziali. Una pagina vergognosa della nostra storia, ma la vergogna tende oggi a scomparire. Ma attenzione: la rinascita dei fascismi e dei razzismi è un rischio reale, non un fatto di folklore o di nostalgia malata.

Il fascismo che riemerge è anch’esso sintomo di una democrazia malata e di una politica che non serve più il bene comune. Sorge anche dalla paura, dall’inquietudine, dalla povertà materiale e culturale”.

ultimo aggiornamento: 23-06-2019


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