Il suo nome è Montefusco: ha perpetuato un doppio femminicidio nei confronti di sua moglie e della sua figliastra.

Il fatto è accaduto nelle campagne di Castelfranco Emilia, nel Modenese. Si tratta di un caso di doppio femminicidio: Salvatore Montefusco, ha ucciso la moglie e la sua figliastra. Negli ultimi tempi la moglie di Salvatore era segregata in casa e poteva uscire soltanto con il consenso di suo marito. A raccontarlo i vicini di casa della famiglia, che vivono in un gruppo di villette nella campagna di Castelfranco Emilia a Modena, via Cassola di Sotto, territorio della frazione di Cavazzona.

Polizia locale
Polizia locale

Verso le 12.15 lo stesso Montefusco, imprenditore edile di 69 anni, campano di origine, avrebbe allertato i carabinieri. L’uomo avrebbe telefonato da un bar di Castelfranco. I colpi di arma da fuoco erano stati uditi anche dai vicini.

La coppia aveva in programma un’udienza per ufficializzare la loro separazione. Renata, la figlia della moglie di Montefusco, aveva paura del patrigno. Temeva che l’uomo potesse fare del male alla madre, per la sua volontà di separarsi da lui.

Gabriela Trandafir, la vittima e moglie di Montefusco, aveva 47 anni. I vicini parlano della sua storia con Montefusco come un rapporto giunto ormai al termine. Si trattava di “una persona cattiva”, ha raccontato una vicina.

La figlia di Gabriela, la 47enne romena, era nata da una relazione precedente. Il suo nome era Renata. Stando ai racconti dei vicini, la sua relazione il patrigno era tutt’altro che facile: litigavano spesso. Renata studiava moda all’università ed era alla costante ricerca di un lavoro. Proprio nella giornata di oggi, avrebbe dovuto presenziare ad un colloquio. Probabilmente, il suo desiderio era quello di allontanarsi da Montefusco.

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L’indignazione della città in merito alla vicenda

Il sindaco di Castelfranco, Giovanni Galgano, in merito alla vicenda: “Sgomento. È quello che provo dopo aver appreso la notizia del duplice omicidio di due donne avvenuto nelle scorse ore nel nostro Comune. Quanto accaduto è inammissibile, ingiustificabile: esprimo a nome di tutta la città la più ferma condanna.”

L’assessora regionale alle Pari opportunità Barbara Lori ha commentato: “Sconcerto, dolore e rabbia per l’ennesimo, inaccettabile atto di violenza. Occorre tuttavia andare oltre al dolore e alla rabbia e passare ad un’azione concreta, ad una sinergia tra le Istituzioni per affrontare questa piaga non degna di un paese civile, promuovendo innanzitutto un cambiamento culturale, quanto mai necessario e urgente”.

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ultimo aggiornamento: 14-06-2022


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