Il 30 gennaio 2018 si è spento a Brescia Azeglio Vicini, storico allenatore dell’Italia dal 1986 al 1991.

Due anni fa il mondo del calcio piangeva la scomparsa di Azeglio Vicini. Il 30 gennaio 2018, a Brescia, se ne andava lo storico ct della Nazionale.

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La carriera da calciatore

Azeglio Vicini era nato il 20 marzo 1933 a Cesena. Cresce nel settore giovanile del club romagnolo e gioca da centrocampista. A vent’anni passa al Vicenza, con il quale farà l’esordio in Serie A. Si trasferisce alla Sampdoria, dove milita per sette stagioni, prima di chiudere la carriera al Brescia.

Gli inizi da allenatore

Appesi gli scarpini al chiodo, Vicini intraprende la carriera da allenatore, alla guida proprio del Brescia, che però retrocede in serie cadetta.

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Azeglio Vicini e la Nazionale

Già dall’anno successivo entra a far parte del settore tecnico della Nazionale. Dopo l’Under 23 gli viene affidata la guida dell’Under 21: in dieci anni, Vicini porterà gli azzurrini in finale all’Europeo, nel 1986, facendo esordire giocatori come Mancini, Vialli, Donadoni e Giannini.

Il Mondiale del ’90

Con quella formazione base, Vicini prenderà il posto di Bearzot in seguito alla disfatta in Messico. All’Europeo del 1988 l’Italia arriverà fino alle semifinali, giocando probabilmente il miglior calcio del torneo. Due anni dopo c’è la grande chance del Mondiale che si gioca in casa. I gol di Schillaci sembrano proiettare gli azzurri verso il trionfo ma la semifinale di Napoli contro l’Argentina sarà fatale a Bergomi e compagni. Vicini lascerà il ruolo di commissario tecnico nel 1991, dopo aver fallito la qualificazione a Euro ’92.

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ultimo aggiornamento: 30-01-2020


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