Lo storico capo ultrà dell’Inter, Vittorio Boiocchi, è stato vittima di un attentato: è deceduto a causa di alcuni colpi d’arma da fuoco.

La tragedia è avvenuta in un quartiere di Milano: la vittima è il famoso il capo ultrà storico dell’Inter, Vittorio Boiocchi. L’uomo è deceduto a causa di un attentato nei suoi confronti. L’uomo sarebbe deceduto mentre si trovava per strada, per fare rientro a casa sua. Il 69enne, con precedenti penali, è morto a causa di diversi colpi d’arma da fuoco.

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L’attentato nel quartiere Figino

L’attentato è avvenuto mentre l’uomo si trovava in via Fratelli Zanzottera, alla periferia della città, nel quartiere Figino. I colpi gli sarebbero stati letali: al collo e al torace. A lanciare l’allarme e chiamare i soccorritori del 118 alcuni passanti, che hanno assistito alla scena.

Ambulanza

La corsa in ospedale

Subito Vittorio Bicocchi è stato trasportato all’ospedale San Carlo, in condizioni gravissime. L’uomo è deceduto poco dopo essere giunto al Pronto soccorso. Il capo ultrà dell’Inter aveva trascorso più di 26 anni in carcere.

L’ultimo arresto nei suoi confronti risale al 2021, condotto dalla Squadra mobile che adesso si sta occupando del suo omicidio. Stando a quanto riferito dalla stessa vittima, guadagnava fino a 80 mila euro al mese grazie ai suoi affari. Nella fattispecie, si occupava della gestione dei parcheggi di San Siro ai biglietti della Curva Nord. Era noto anche per essere esportatore di cocaina dalla Colombia.

Tra le varie accuse a suo carico, Vittorio Bicocchi era anche finito in una inchiesta della Procura di Milano, per tentata estorsione aggravata. Adesso, alla luce dei fatti che hanno visto la sua morte, gli inquirenti stanno concentrando le indagini per scoprire nel dettaglio cosa ci sarebbe dietro alle minacce ed alla richiesta di due milioni di euro a un imprenditore, titolare di una ditta di pulizie.

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ultimo aggiornamento: 30-10-2022


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