Oscar Farinetti ha ceduto il controllo di Eataly ad Andrea Bonomi. Dietro la decisione, le difficoltà finanziarie della catena.

Oscar Farinetti ha deciso di vendere e cedere il controllo di Eataly al fondo di Andrea Bonomi. Dietro questa scelta però ci sono le difficoltà finanziarie dovute a processi evoluti drammaticamente col tempo, come il super flop del parco tematico “Fico”. Ora l’impresa è pronta ad una nuova riorganizzazione con la presenza dei nuovi soci.

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Una vendita motivata

Oscar Farinetti, il fondatore dell’azienda da vent’anni, ha ceduto Eataly al controllo di Investindustrial guidato dal noto finanziere Andrea Bonomi. L’operazione avrebbe mirato a supportare la crescita a livello internazionale dell’impresa, ambasciatore del food Made in Italy. Ma dietro questa operazione si nasconde una grande crisi finanziaria dovuta alla catena di locali “gastrofighetta” ideata da Farinetti.

Investindustrial ha messo a disposizione 340 milioni di euro per rilevare il 52% del gruppo e azzerare un indebitamento di oltre 200 milioni. Eataly ha perso valore rispetto a tre anni fa, 600 milioni sui precedenti 2 miliardi. Il 2021 ha segnato una perdita di 31 milioni di euro a fronte di 464 milioni di ricavi, mentre l’Ebitda (cioè il margine di guadagno derivante dalla gestione operativa) ammonta a 14 milioni, pari ad appena il 3% del fatturato.

La generazione Bonomi

Una dinastia nel campo imprenditoriale a cui appartiene Andrea Bonomi, il 57enne newyorkese che vive a Lugano. Nipote di Anna Bonomi Bolchini, famosa per la sua energica indole imprenditoriale e per la costruzione del Pirellone; Andrea è figlio di Carlo Campanini Bonomi, che nel 1985 si vide sfilare il controllo della Bi-Invest, dall’allora presidente della Montedison Mario Schimberni.

Andrea Bonomi invece ha fondato Investindustrial nel 1990, sempre guardando all’Italia con interesse. Ha comprato e poi rivenduto diverse partecipazioni in gruppi e oggi il suo fondo di private equity gestisce un portafoglio di asset da 11 miliardi di euro. Adesso punta sull’alimentare arrivando fino all’operazione sui 44 negozi di Eataly.

Le difficoltà di Eataly

La famiglia Farinetti che finora controllava il gruppo con il 58% delle azioni, adesso dovrà dividersi il 48% insieme agli altri attuali azionisti. Come nuovo amministratore delegato di Eataly Andrea Cipolloni, e Nicola Farinetti, figlio di Oscar, sarà il nuovo presidente. Investindustrial acquisterà da Joe Bastianich e Alex Saper il 40% di Eataly Usa: il mercato americano ha garantito per anni ricchi profitti al gruppo.

L’azienda è stata colpita dagli anni di pandemia vedendo con ricavi consolidati crollati del 30%. Poche settimane prima del lockdown si puntava a fare un salto di qualità trasformandosi da Srl a SpA, ma l’obiettivo non è stato raggiunto e neanche una quotazione in Borsa. Per provare a far quadrare i conti, nei mesi seguenti l’azienda ha proseguito con alcune dismissioni, come la vendita per 60 milioni dell’ex Teatro Smeraldo a Milano.

Non tralasciamo poi il flop di Fico Eatalyworld, il parco tematico dell’agroalimentare inaugurato a fine 2017 a Bologna insieme a Coop. Purtroppo è finito ad accumulare negli anni 7,5 milioni di euro di perdite, con un numero di visitatori più basso di quello previsto. I risultati deludenti hanno fatto sì che nel bilancio del gruppo la partecipazione in Fico sia stata svalutata del 100%.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 01-10-2022


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