La storia di Ed Gein, il criminale del Wisconsin noto come “macellaio di Plainfield”: gli omicidi di Mary Hogan e Bernice Worden, le profanazioni di tombe e l’impatto sulla cultura horror.
Il nome di Ed Gein è diventato sinonimo di orrore americano. Nato nel Wisconsin nel 1906, visse per anni in una fattoria isolata vicino a Plainfield, un piccolo centro rurale che nel novembre del 1957 venne travolto da una scoperta destinata a scioccare gli Stati Uniti.
Gein viene spesso associato ai serial killer più famosi, ma la sua storia va raccontata con precisione: gli omicidi accertati e confessati furono due, quelli di Mary Hogan e Bernice Worden. La sua fama macabra nacque anche, e soprattutto, dalle profanazioni di tombe e dagli oggetti ricavati da resti umani trovati nella sua abitazione.

Ed Gein: la scomparsa di Bernice Worden e la scoperta nella fattoria
La svolta arrivò il 16 novembre 1957, quando Bernice Worden, proprietaria di un negozio di ferramenta a Plainfield, scomparve. Il figlio della donna, vice sceriffo, trovò tracce di sangue nel negozio e indicazioni che portarono rapidamente a Gein, visto lì poco prima della sparizione.
Quando gli agenti entrarono nella sua fattoria, trovarono il corpo di Bernice Worden e una quantità impressionante di resti umani. Durante le indagini emerse anche il collegamento con Mary Hogan, titolare di una taverna scomparsa nel 1954. Gein confessò di aver ucciso entrambe le donne, ma molte delle parti umane trovate nella casa provenivano, secondo le ricostruzioni, da cadaveri sottratti nei cimiteri locali.
Il processo, l’infermità mentale e l’eredità nell’horror
Dopo l’arresto, Ed Gein venne dichiarato incapace di affrontare subito un processo e fu internato in una struttura psichiatrica. Solo nel 1968 venne processato per l’omicidio di Bernice Worden: fu riconosciuto colpevole, ma giudicato legalmente infermo di mente al momento del delitto. Per questo trascorse il resto della vita in istituti psichiatrici.
Morì il 26 luglio 1984 al Mendota Mental Health Institute, a 77 anni. La sua vicenda, però, non si chiuse con la morte. Il caso Gein ispirò profondamente la cultura popolare: personaggi come Norman Bates di Psycho, Leatherface di Non aprite quella porta e Buffalo Bill de Il silenzio degli innocenti devono molto all’immaginario nato attorno al “macellaio di Plainfield”.
Dietro il mito, però, resta una storia reale: due donne uccise, tombe violate, una comunità sconvolta e un uomo che trasformò la propria ossessione in uno dei casi più inquietanti della cronaca americana.