Mancano poco più di due settimane al termine per presentare le liste e i simboli per le prossime elezioni.

Le elezioni politiche 2023 si terranno in anticipo rispetto a quanto previsto, ovvero in primavera con la fine naturale della legislatura. Questo dà molto meno tempo ai partiti per riorganizzarsi in nuove alleanze in base al Rosatellum alla luce di quanto accaduto proprio con la fine del governo Draghi. Il Pd ha dichiarato “irreversibile” la rottura con il Movimento 5 stelle a causa della responsabilità del partito di Conte sulla caduta del governo. Ora il Pd cerca nuove alleanze ma non è semplice.

Il Pd sta valutando un’alleanza che gli permetta di vincere sullo strafavorito centrodestra. I tre partiti di centrodestra correranno insieme, nonostante gli screzi di questi ultimi periodi. Meloni, Salvini e Berlusconi sanno che solo insieme hanno una reale possibilità di governare e battere il centrosinistra e il centro. Una coalizione forte con in testa il partito di Giorgia Meloni che guida le fila con il 22% circa nei sondaggi. E’ proprio Fratelli d’Italia l’alternativa al Pd per il segretario Enrico Letta che ha dichiarato: “O noi o Meloni”. Ma il centro sta prendendo piede e con il sistema uninominale potrebbe avere non poche chance.

Enrico Letta
Enrico Letta

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La sinistra non trova ancora una strada

“Con la caduta di Draghi credo che quello che si è compiuto sia stato un suicidio collettivo della politica italiana e credo che le nostre istituzioni, la nostra politica esca molto ammaccata”, ha detto Letta. Il segretario dem ribadisce che aveva avvisato Conte nel caso ci fosse stato uno strappo al governo, non ci sarebbe stata più l’alleanza giallorossa. Una prospettiva che alcuni dem, soprattutto i riformisti, predicavano da tempo. Il M5S era diventato un peso nelle scelte di governo e nella stabilità anche della coalizione minando la credibilità del Pd. Anche i centristi come Renzi e Calenda avevano rifiutato qualsiasi unione con il Pd a causa dei grillini.

Ma ora che i 5 stelle non ci sono più nel campo largo di Letta, le cose non sembrano troppo cambiate. Il Pd vorrebbe aprire un’alleanza che includa anche il centro e tutte le forte schierate a favore del governo Draghi e della sua agenda. Letta punta a Verdi e SInistra italiana oltre che Speranza e Bersani. Ma non tutti sono convinti di entrare in una coalizione solo perché si condivide l’agenda draghiana. Il timore di finire in un’altra accozzaglia è alto. Finiscono nella lista anche Di Maio, Renzi Calenda e Brunetta.

Ma lo stesso leader di Azione non vuole far parte di una coalizione mossa solo dal sostegno a Draghi in chiave anti-Meloni. Unirsi solo per contrastare l’avversario non è una strategia positiva e propositiva agli occhi di molti soprattutto di Frantoianni che sottolinea che la destra ha proposto il suo governo ma dall’altra parte la sinistra non ha ancora chiaro un programma. Ma Letta prosegue con la creazione dell’alleanza “Democratici e progressisti” per battere in queste elezioni la sua rivale Meloni.

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ultimo aggiornamento: 25-07-2022


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