Vittoria quasi scontata per Orbàn in Ungheria e certa per Vucic in Serbia e continua ad affermarsi l’estrema destra.

Le elezioni di ieri in Ungheria e Serbia hanno riconfermato la vittoria ai leader ultra nazionalisti e conservatori Orbàn e Vucic. In Ungheria Viktor Orbàn ha stravinto con più del 50% dei voti nonostante i tentativi di contrastarlo con una larga maggioranza. Per il quarto mandato consecutivo, Orbàn mantiene il suo governo autoritario nel paese.

L’economista conservatore che i sei partiti uniti in un’unica coalizione avevano scelto per fermare Orbàn Péter Márki-Zay ha ottenuto circa il 35% dei voti. Unico vero sfidante che però non è riuscito a scalzare dal potere il presidente uscente. Questa vittoria può essere un serio problema per l’Unione europea che negli ultimi anni ha avuto molti screzi con il governo di Fidesz.

Nel suo discorso di vittoria, Orbán ha elencato i suoi avversari che si erano opposti a lui. “Si sono alleati tutti e noi abbiamo vinto lo stesso. Abbiamo vinto anche a livello internazionale contro il globalismo.” Tra questi avversari c’è «la sinistra internazionale» e anche i «burocrati di Bruxelles» nulla di nuovo. Ma a destare sospetti già avanzati dai paesi vicini è stato il nome del presidente ucraino Volodymyr Zelensky nella lista dei suoi avversari. Questo fa pensare ad un legame non reciso con Putin e considerare Orbàn un alleato del Cremlino all’interno dell’Unione europea.

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Le destre nazionaliste sfidano l’Unione europea

Orbàn lancia una chiara sfida all’Ue con cui i rapporti sono sempre più tesi. L’Ungheria vuole rimanere neutrale in questo conflitto e mantenere i rapporti – non solo economici – con Mosca. La democrazia illiberale che ha istituito nel paese ledendo lo stato di diritto limitando la magistratura e la stampa sono un problema per l’Ue. Anche le intenzioni del vincitore serbo Vucic riguardo la Russia sono le stesse. La Serbia intende mantenere buoni rapporti in molti settori con la Federazione russa, ma si manterrà neutrale a livello militare.

Aleksandar Vucic in Serbia ha vinto il secondo mandato con il 60% dei voti. La vittoria del filorusso serbo era annunciata e scontata e non c’è stata partita per l’opposizione. Vucic si è dichiarato l’unico leader in grado di garantire pace e stabilità non solo alla Serbia ma all’intera regione, una sorta di ritorno della grande Serbia. Ciò che preoccupa di più della sua politica è la vicinanza con Mosca. “Per il futuro la cosa più importante è mantenere pace e stabilità e garantire la prosecuzione del progresso economico”, ha dichiarato rifiutandosi di imporre sanzioni economiche alla Russia.

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ultimo aggiornamento: 04-04-2022


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