Anche le votazioni in Serbia saranno un segnale per l’Occidente e l’Ue.

Seggi aperti anche in Serbia, non solo in Ungheria. Anche qui sembra non esserci partita. Il presidente ultra conservatore di estrema destra Aleksandar Vucic insiemea Viktor Orbàn è uno tra i leader europei più discussi per le sue posizioni. La Serbia, però, a differenza dell’Ungheria non fa parte dell’Ue per il momento anche se è in cima alla lista dei paesi candidati.

Queste elezioni potranno essere significative, anche in vista dell’invasione russa e della loro amicizia con Putin, per capire i due paesi da che parte realmente vogliono stare. Anche in Serbia, per cercare di battere il presidente Vucic, l’opposizione ha puntato su un candidato non troppo lontano dalle idee dell’elettorato serbo nazional-conservatore ma le possibilità di una sconfitta per Vucic sono molto basse.

Anche per Vucic la corsa per un secondo mandato di cinque anni sembra vinta a tavolino, ancor di più che per Orbàn. Alle ultime elezioni il Partito Progressista Serbo (SNS) di Vucic ottenne il 63% dei voti e l’assemblea nazionale divenne di fatto a partito unico. I sondaggi danno la vittoria a Vucic oltre il 53% al momento. Questa seconda vittoria potrebbe segnare il suo processo di entrata nell’Unione europea.

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Le elezioni preoccupano l’Unione europea

Questa domenica di elezioni è molto importante perché la Serbia si trova tra Bruxelles e Mosca. Insieme all’Ungheria, la Serbia si è mantenuta abbastanza neutrale nella guerra, condannando la Russia per l’invasione dell’Ucraina ma non sanzionandola. La deriva autoritaria di Vucic sembra aver trascinato la Serbia sempre più verso l’erosione dello stato di diritto. Ciò che hanno in comune Vucic e Putin è la volontà di ristabilire antichi regimi: quello jugoslavo a Belgrado e quello sovietico a Mosca. Questo rende i due paesi molto uniti e preoccupa l’Unione europea.

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ultimo aggiornamento: 03-04-2022


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