Negli Stati Uniti l’emergenza sanitaria degli oppioidi provoca più morti del Covid.

Arriva la prima multa per le grandi catene farmaceutiche degli Stati Uniti ritenute responsabili per la grave emergenza sanitaria degli oppioidi. Un tribunale federale dell’Ohio ha condannato CVS, Walgreens e Walmart – le tre catene più grandi – a pagare un risarcimento di 650,5 milioni di dollari. Si tratta della prima volta che le case farmaceutiche del paese vengono condannate per la loro diffusione di oppioidi. Questa facile diffusione ha contribuito alla crisi sanitaria che sta creando sempre più dipendenze e morti dovute a overdose di oppioidi.

Prima erano state condannate solo società più piccole, e aziende produttrici di farmaci che ne erano uscite con risarcimenti o accordi extragiudiziali. Ora ad essere incriminate sono le più grandi catene farmaceutiche del paese. La situazione è in costante peggioramento e sta dilagando in tutti gli Stati che faticano a tenerla sotto controllo. Questa crisi degli oppioidi va avanti dagli anni 90 cominciata con altri antidolorifici di facile prescrizione contenenti l’ossicodone.

Giorgio Palù

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La sentenza non ferma la piaga

Sono centinaia di migliaia le persone che negli Stati Uniti sono rimaste vittime di overdose da oppioidi. Ora le tre aziende farmaceutiche dovranno pagare il risarcimento alle contee di Lake e Tumbull, dove si registrano la maggior parte di dipendenze da oppioidi. Il risarcimento dovrà includere anche i fondi per progetti legati alla prevenzioni di questi farmaci.

Il giudice che ha emesso la sentenza ha detto che «anche se il tribunale avesse una bacchetta magica e potesse eliminare per sempre qualsiasi vendita eccessiva esistente o futura di oppiacei, e prevenire che in futuro che questi farmaci vengano venduti illegalmente, questo non potrebbe far nulla per ridurre la piaga che continuerebbe a esistere nelle contee di Lake e Trumbull», che continua attraverso lo spaccio. CVS, Walgreens e Walmart hanno però respinto le accuse e annunciato che presenteranno ricorso contro la sentenza declinando qualsiasi responsabilità della diffusione che invece andrebbe attribuita ai medici.

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ultimo aggiornamento: 18-08-2022


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