Esclusiva NM-Il vero Milanista – Paolo Maldini: “Milan, che ricordi il derby del sei a zero!”

Paolo Maldini sul Milan in esclusiva ai microfoni de Il vero Milanista – News Mondo.

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Un grande onore per la redazione de Il vero Milanista avere ai propri microfoni Paolo Maldini, icona storica del Milan, Il Capitano dei rossoneri, la leggenda.

Paolo Maldini, carriera e aneddoti

Quanto mi manca il pallone? Poco. Sono amante del calcio, vado a vedere i miei figli che giocano a calcio e per quanto riguarda me ho avuto una carriera ricca di esperienze e sooddisfazioni e me la godo dall’esterno“.

Esordio – Negli spogliatoio viene fuori il problema a Battisitini. Io ero tranquillo, c’arano giocatori più esperti di me, non avevo neanche i parastinchi e invece sono entrato io. Ricordo che è successo tutto molto in fretta. Il primo pallone che ho toccato l’ho passato al portiere, ero marcato e ho pensato ‘Se sbaglio questo passaggio è finita’. Tornato a casa hanno organizzato una festicciola per me. Avrei dovuto fare il mio esordio tre mesi prima, poi il clamore mediatico ha spinto il mister a rimandare il momento. Mi ha tutelato“.

Cesare Maldini allenatore – Non è mai facile perché l’allenatore è sempre preso di mira, da chi non gioca e da chi gioca. Inter-Milan 0-6?  Ricordo le riunioni nella sala a Milanello. Lui ci chiedeva come avremmo potuto mettere in difficoltà l’Inter che giocava la difesa a tre. Eravamo convinti che con il 4-4-2 semplice li avremmo potuti mettere in difficoltà. Giocavamo con Serginho che amava solo attaccare, li papà gli disse ‘Sergio attacca che dietro c’è Maldini’. Lui mi disse ‘Paolo da oggi siamo fratelli, lui mi capisce come un padre'”.

Attaccante più difficile da marcare – Negli anni Ottanta Maradona. Poi Ronaldo. Se ne andava via con la tecnica, poi è massiccio fisicamente. A me hanno sempre attizzato gli uno contro uno, con lui facevo fatica perché aveva tutto al massimo livello“.

Paolo Maldini sul calcio moderno: “VAR? Farà bene”

Pirlo, il ritiro – Andrea sembra introverso, timido ma non lo è, fa morir dal ridere. Quello che ha dato alla squadra di Ancelotti è un apporto umano enorme. Un super compagno, un ragazzo perbene, completo, ci ha sempre messo la testa. La sua visione di gioco è stato un dono. Prendeva in giro Gattuso sui suoi strafalcioni linguistici e per quello che faceva“.

Carlo Ancelotti – Il suo legame con il Milan è riconosciuto. Il suo esonero è stato inaspettato e non ha intenzione di prendere una squadra in corsa. A fine campionato deciderà. Inghilterra? A lui la Premier è sempre piaciuta, poi c’è da considerare l’aspetto sentimentale con il Milan. La Roma è un’altra squadra sicuramente nel suo cuore“.

Paolo Maldini, carattere – L’umiltà è la base dei successi personali. Ero molto timido quindi prima di parlare guardavo, osservavo poi mi esprimevo con maggior convinzione“.

Champions League, la disfatta con il Liverpool – I tifosi del Liverpool dopo aver preso tre gol nel primo tempo ed essere stati dominati hanno iniziato a sostenere la squadra, questo ha fatto scattare qualcosa nel Liverpool. È durato dieci minuti, poi abbiamo ripreso a giocare ma non abbiamo segnato. È successo che giochiamo a calcio, e il calcio è bellissimo anche per questo. Rigori? L’aspetto psicologico è fondamentale, sai già che perderai ed è difficile cambiare l’aspetto psicologico in corsa“.

Consigli per i giovani – Ogni storia è diversa: io ho inseguito un sogno e questo dovrebbe essere l’obiettivo di ogni uomo. Avevo del talento ma ho lavorato duro duro duro duro. Lo dico anche ai miei figli, il talento purtroppo non basta. Ho avuto fortuna, nello sport gli infortuni possono condizionare la carriera. Altra cosa fondamentale è la passione, andavo all’allenamento con il sorriso“.

La domanda che non mi hanno mai fatto – Aspetto la domanda che mi sorprenderà“.