Articoli di legge e legittimità costituzionale degli espropri di terreni coltivabili

L’espropriazione dei terreni agricoli negli anni passati ha visto alcune incompatibilità tra vari testi di legge emanati a proposito. Nel 2011 si fece un po’ di chiarezza.

In genere lo Stato procede all’esproprio di terreni agricoli nel momento in cui sui detti terreni sia necessario costruire opere o infrastrutture pubbliche. Si parla in questo caso di espropriazione per pubblica utilità, che lo Stato esegue in virtù del suo diritto ablatorio.

In casi più spiacevoli si procede al pignoramento di beni immobili e mobili, che è il primo passo dell’espropriazione quando essa è finalizzata a saldare un debito contratto dal proprietario dei beni pignorati.

Gli articoli di legge riferiti all’espropriazione dei terreni agricoli

Si definisce terreno agricolo un lotto di terreno sul quale il piano regolatore vigente non concede possibilità di edificazione. E’ consentito costruire su terreni agricoli soltanto quelle strutture che siano concretamente necessarie alla coltivazione del terreno stesso.

Come ogni altro esproprio, l’espropriazione di terreni agricoli si basa su due cardini inalienabili: la legalità (quindi il rispetto dei termini di legge all’interno dei quali è possibile operare un’esproprio) e l’indennizzo (che il proprietario di detto terreno deve vedersi corrispondere a seguito dell’esproprio).

L’Articolo 40 del Testo Unico 2001 prevede che l’indennità definitiva percepita dall’espropriando debba essere uguale al valore agricolo del bene.

Alla determinazione dell’indennità provvisoria si tiene conto invece del valore agricolo medio che si determina in base al tipo di coltura praticata sul suolo oggetto di esproprio.

A cosa corrisponde l’indennità definitiva per l’esproprio di terreni agricoli?

Il valore agricolo del primo comma dell’articolo 40 che abbiamo già citato coincide con il valore di mercato del bene immobile che si intende espropriare.

E’ utile ricordare che il valore di mercato di un bene immobile destinato a uso agricolo deriva dalle sua caratteristiche economiche e giuridiche e in particolare dal criterio di legge preposto al suo apprezzamento.

Corrispondere un indennizzo inferiore al valore di mercato così stabilito implicherebbe una violazione dei diritti inalienabili dell’uomo e del cittadino stabiliti dalla Convenzione Europea.

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ultimo aggiornamento: 31-03-2017


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