Ex Ilva, ArcelorMittal ferma l'acciaieria 1: a rischio 250 posti di lavoro

Ex Ilva, ArcelorMittal ferma l’acciaieria 1: a rischio 250 posti di lavoro

Ex Ilva, ArcelorMittal ferma l’acciaieria 1 fino a marzo. La decisione è stata comunicata dall’azienda ai sindacati.

TARANTO – Nuovi guai per l’ex Ilva. In attesa di uscire dall’empasse con il Governo, ArcelorMittal ha deciso di fermare l’acciaieria 1 fino a marzo. La decisione è stata comunicata dalla stessa azienda ai sindacati spiegando che i nuovi assetti produttivi “sono dovuti a uno scarso approvvigionamento di materie prime e all’attuale capacità produttiva legata alle commesse“.

La chiusura di questa ‘sezione’ porterà ad una riduzione di unità da 477 a 227 unità con 250 lavoratori che andranno in cassa integrazione per i prossimi due mesi in attesa della riapertura.

Numeri a ribasso per l’ex Ilva

Numeri a ribasso nel 2019 per ArcelorMittal. Secondo i dati forniti dalla stessa azienda, l’ultimo anno ha visto una produzione di 4,5 milioni di tonnellate di acciaio, rispetto ai 6 milioni per cui la multinazionale ha l’autorizzazione a produrre.

Il calo è dovuto anche alla riduzione degli operai. Oltre mille, infatti, sono in cassa integrazione ordinaria per la crisi economica che ha colpito l’azienda. La situazione non sembra essere destinata a migliorare anche se ArcelorMittal ha annunciato la ripartenza del reparto Produzione lamiere dal 10 febbraio. Una decisione destinata a riportare a lavoro 360 dipendenti che attualmente sono a casa in cassa integrazione.

Ilva Scudo Penale
Ilva Scudo Penale

La trattativa con il Governo prosegue

Prosegue, intanto, la trattativa con il Governo. Il premier Conte è in contatto quotidianamente con i vertici dell’azienda per trovare una soluzione al problema. Al momento la fumata bianca non è arrivata ma gli incontri hanno permesso la sospensione della revoca della gestione da parte della multinazionale che continua a produrre acciaio, anche se in maniera ridotta rispetto al passato.

Le prossime settimane in questo senso potrebbero essere decisive con Palazzo Chigi che proverà a chiudere l’accordo per garantire la produzione fino al termine del contratto.

fonte foto copertina https://twitter.com/arrigoni_paolo

ultimo aggiornamento: 20-01-2020

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