Ex Ilva, vertice fiume tra Governo e ArcelorMittal: le ultime

Ex Ilva, vertice a Palazzo Chigi. Conte: “Disponibili a rinvio processo”

Vertice a Palazzo Chigi tra Governo e ArcelorMittal sull’ex Ilva. Conte avvisa l’azienda: “Non possiamo accettare un disimpegno dal contratto”.

ROMA – Si è svolto nella serata di venerdì 22 novembre 2019 il vertice a Palazzo Chigi tra il Governo e ArcelorMittal sull’ex Ilva. Un incontro durato più di tre ore al quale hanno preso parte il premier Conte, i ministri Gualtieri e Patuanelli, i vertici della multinazionale e l’amministratore delegato dell’azienda italiana Lucia Morselli.

Subito dopo la conclusione del vertice il premier Conte ha parlato in conferenza stampa: “Siamo pronti a chiedere un rinvio delle indagini in corso se sarà garantita la produzione. Non abbiamo discusso dello scudo penale ma di come risolvere il problema di un polo industriale. La disponibilità da parte dell’azienda è stata grande ma non abbiamo ancora incassato nulla“.

Il premier Conte prima dell’incontro: “Non accettiamo disimpegni”

E’ stata una giornata ricca di impegni per il premier Conte che a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola superiore di Polizia ha avvisato ArcelorMittal: “Non possiamo – ha sottolineato il presidente del Consiglio – un disimpegno dal contratto. Ci venga detto chiaramente qual è la posizione di Mittal e da lì partiremo. Se ci viene garantita la possibilità di rispettare gli impegni ricordo che non abbiamo mai proposto noi la battaglia giudiziaria, che è stata promossa dalla stessa azienda. Ma noi siamo pronti a reagire in modo adeguato“.

Ilva ArcelorMittal
Ilva ArcelorMittal

I dirigenti attaccano l’azienda: “Ci hanno detto che le risorse erano terminate”

Se da una parte si tratta per cercare di salvare i posti di lavoro dell’ex Ilva, dall’altra prosegue l’indagine della Procura di Milano e Taranto. Sono stati ascoltati i dirigenti di ArcelorMittal Italia che accusano l’azienda. “I manager esteri – ha sottolineato Giuseppe Frustaci – sostenevano che per l’attuale ‘marcia’ degli impianti la qualità delle materie prime fosse troppo alta e che occorresse utilizzarne di qualità inferiore per abbattere i costi“.

In più di una riunione – ha aggiunto un altro dirigente – di settembre i vertici hanno dichiarato che la società aveva esaurito la finanza dedicata all’operazione“. Nelle prossime settimane gli interrogatori continueranno per accertare meglio la vicenda. E nella giornata di mercoledì la Procura dovrà decidere sulla legittimità del recesso del contratto da parte di ArcelorMittal.

ultimo aggiornamento: 23-11-2019

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