Il divertimento di qualcuno contro i diritti di altri: Vittorio Feltri e l’ultima battaglia che riguarda le vie del centro di Milano.
Spesso protagonista con racconti inediti come quello legato ad un politico da lui “rovinato”, Vittorio Feltri si è trovato ad analizzare una problematica non di poco conto che sta coinvolgendo sempre più cittadini di Milano. Su Il Giornale, infatti, Feltri ha risposto ad un lettore che gli ha chiesto un parere sulla movida milanese e sui diritti di chi si trova, ogni notte, a subire rumori, caos e inciviltà solo per il divertimento altrui.

Feltri e il caos nelle strade del centro di Milano
L’ultima battaglia, se così possiamo definirla, di Vittorio Feltri riguarda la città di Milano e arriva in risposta ad un lettore de Il Giornale che, senza giri di parole, ha palesato una problematica non indifferente che molti cittadini onesti si trovano a vivere ogni giorno: “[…] Dovrebbe essere un quartiere dove vivere bene. Invece, soprattutto di notte, è diventato un luogo dove vivere è sempre più difficile. Le racconto una scena ormai ordinaria. È l’una di notte, poi diventano le due, le tre, a volte le quattro del mattino. Sotto le finestre ci sono centinaia di persone che bevono, urlano, ascoltano musica ad alto volume dalle casse, discutono, ridono, litigano, sparano fuochi d’artificio”, tutto questo, appunto, a discapito di chi il giorno dopo deve lavorare e vuole, la notte, giustamente riposare.
Dal canto suo il giornalista ha dato ragione al lettore e ha quindi incalzato: “[…] Racconti una realtà che conosco bene e che molti milanesi conoscono altrettanto bene. Non stiamo parlando di una periferia degradata. Stiamo parlando del cuore storico di Milano, di un quartiere che dovrebbe rappresentare il meglio della città e che invece, in determinate ore della notte, assomiglia sempre più a una terra di nessuno. La scena che descrive è ormai familiare a chiunque viva in molte zone del centro […]”.
Il mondo alla rovescia: lo sfogo
Feltri ha quindi spiegato che quanto accade a Milano “[…] viene spesso trattato come un inevitabile effetto collaterale della modernità . La cosa più irritante è proprio quella che tu sottolinei. Chi protesta viene immediatamente trasformato nel colpevole […]”. Senza giri di parole il giornalista ha parlato di “mondo alla rovescia“.
Con un attacco diretto al Comune e a chi gestisce la città , Feltri ha rincarato la dose: “Milano sembra governata da una classe dirigente che ama moltissimo l’idea astratta della città e molto meno i cittadini reali […]”. Per il giornalista “[…] la verità è che una comunità civile si misura innanzitutto dalla capacità di garantire la convivenza. Non esiste libertà senza responsabilità . Non esiste divertimento senza rispetto. Non esiste vita notturna senza regole. Quando questi principi vengono meno, non nasce una città libera. Nasce una città ostaggio dei più arroganti […]”, ha concluso sottolineando come il rispetto dei cittadini dovrebbe essere la norma.