In merito ad una sua possibile corsa al Quirinale, Feltri ha disapprovato l’iniziativa con delle dichiarazioni piuttosto accese.
Dopo aver salutato i suoi lettori, Feltri ha parlato di una voce di corridoio girata di recente nei suoi confronti. Si tratta infatti di una possibile corsa al Quirinale, da parte dell’ex direttore del quotidiano Libero, di cui è stato anche il fondatore.
Open ha riportato come l’ex direttore avesse già ricevuto in passato dei voti come potenziale capo di Stato. Era nel 2015, quando il conteggio di voti in suo favore si fermò a 47. Tuttavia, su una nuova e ipotetica candidatura, il diretto interessato ha risposto con toni visibilmente accesi.

Feltri sulla corsa al Quirinale
Durante un’intervista rilasciata a Il Giornale, l’ex direttore di Libero ha preso le distanze in maniera netta, in merito ad una sua candidatura come successore di Mattarella: “Ma sono tutti ubriachi. Cosa c’entro io con la Repubblica?! La cosa mi onora ma mi fa anche veramente ridere“.
Il diretto interessato ha poi ribadito la sua presa di posizione con un tono un po’ più scherzoso: “Ma dai… io a Roma?! Chiuso al Quirinale, da solo, senza inquilini, senza il mio gatto, senza potermi portare una fidanzata… Solo di notte e obbligato a incontrare tutti quegli stranieri delle delegazioni di giorno, per carità“.
Poi, il ricordo dei voti presi nel 2015 per la stessa ambiziosa carica: “Credo che a farlo circolare fossero stati Giorgia Meloni e Matteo Salvini e la Boldrini, che era anche una bella donna, si ingrugniva ogni volta che doveva leggere “Vittorio Feltri” sui foglietti. Era più forte di lei, cambiava espressione, poverina“.
L’incontro con Mattarella
Feltri ha raccontato del suo primo incontro con Mattarella con grande piacere: “È stata una cosa emozionante che non mi aspettavo. Io ero seduto tra gli ospiti e quando è entrato Sergio Mattarella si è fermato solo davanti alla mia poltrona, si è chinato verso di me e mi ha dato la mano. A me Mattarella è molto simpatico“.
Alle allusioni su un possibile passaggio di consegne, l’ex direttore ha chiosato nella sua solita maniera: “Ma sarebbe una cosa da clinica psichiatrica, dai“.