La soluzione alla crisi energetica è abbastanza semplice secondo Vittorio Feltri. Ecco il consiglio alla Premier Giorgia Meloni.
Ormai da giorni si parla della possibilità di un lockdown energetico causato dalla situazione di conflitto in Medio Oriente con particolare riferimento alla guerra in Iran e al blocco dello Stretto di Hormuz, luogo cruciale dell’economia mondiale. In questa ottica, l’approvvigionamento di risorse rimane un tema scottante. Ecco perché anche Vittorio Feltri ha voluto dire la sua dando un suggerimento importante alla Premier italiana Giorgia Meloni.

Feltri e la situazione legata alla sicurezza energetica
Il tema delle risorse energetiche è senza dubbio di primaria importanza in questo momento storico, per il mondo intero e quindi anche per l’Italia. Vittorio Feltri, analizzando per Il Giornale la situazione, ha fatto il quadro della situazione suggerendo una soluzione per il nostro Paese e dando, quindi, un “consiglio” a Giorgia Meloni.
“[…] Non si tratta di una questione teorica né di un dibattito accademico. Qui non siamo in un’aula universitaria. Qui siamo di fronte alla concreta possibilità che interi settori produttivi rallentino o si fermino, che i costi dell’energia continuino a salire, che il sistema economico subisca contraccolpi pesanti. […] Sarebbe l’apocalisse economica”, ha spiegato il giornalista facendo presente come sia necessario garantire la sicurezza energetica a famiglie e imprese italiane “mettendo al sicuro continuità produttiva e stabilità dei prezzi”,
Putin è la soluzione: il consiglio
In questo senso, per Feltri la soluzione più ovvia e giusta sarebbe quella di riallacciare i contatti con la Russia di Putin. “Occorre che torniamo ad acquistare il gas da Mosca e quindi ci tocca chiamare Putin. Non per adesione politica. Non per simpatia. Ma per interesse. Che è, o dovrebbe essere, il criterio guida di ogni politica seria. Cosa che non deve scandalizzare”, ha detto.
Il giornalista ha quindi ricordato come i rapporti tra Mosca e Italia siano sempre stati buoni anche grazie alla “capacità di Silvio Berlusconi, che aveva compreso come il dialogo con Vladimir Putin potesse tradursi in vantaggi concreti per il nostro sistema energetico ed economico. E Putin, dal canto suo, non ha mai nascosto una certa disponibilità nei confronti dell’Italia […]”.
Il discorso di Feltri è proseguito: “Qualcuno obietterà che sarebbe una scelta politicamente scomoda. Può darsi. E allora? Governare non significa fare ciò che è comodo. Significa fare ciò che è necessario. E oggi la necessità è garantire continuità produttiva, stabilità dei prezzi, sicurezza energetica. Per il bene delle famiglie, dell’industria, dell’Italia intera”.
Da qui la chiosa finale che non ha bisogno di altre spiegazioni: “[…] Giorgia, solleva la cornetta“.