Meloni e Salvini si sono pronunciati in merito all’attacco di Trump nei confronti del Papa. Ecco cosa hanno detto.
In seguito all’attacco di Trump al Papa, Meloni e Salvini si sono pronunciati con toni decisamente contrari rispetto all’approccio del presidente degli USA. Nonostante le due figure politiche siano dello stesso avviso, entrambi hanno usato un linguaggio differente per esprimere la propria posizione.
Se da una parte la Premier ha adottato un approccio più conservativo dal punto di vista diplomatico, lo stesso non si può dire per il leader della Lega. Il quale, come riporta Open, ha infatti criticato apertamente le parole pronunciate da Trump.

Le parole di Meloni e Salvini
La Premier ha inaugurato il suo commento sulla vicenda, rivolgendo i propri auguri al Papa per la sua “missione” e ringraziandolo per il suo contributo alla pace: “Rivolgo l’augurio più sincero per il buon esito del viaggio apostolico. L’Italia continuerà a fare la propria parte per favorire la costruzione di un nuovo modello di cooperazione con il Continente africano e per sostenere la pace, lo sviluppo e il benessere dei popoli“.
Come anticipato sopra, il leader della Lega ha invece criticato apertamente la posizione espressa dal tycoon: “Leggevo che Trump oggi annuncia il blocco dello stretto di Hormuz: speriamo non ci si avvicini alla terza guerra mondiale perché lì basta un missile nel posto sbagliato… Bisogna stare estremamente attenti. Quindi, anziché attaccare il Santo Padre, aiuterei e sosterrei le sue parole di pace“.
La critica di Trump
Quanto espresso da Meloni e Salvini, è solo ed esclusivamente il risultato della conseguenza di quanto detto da Trump. Il quale, sul suo social Truth, si è scagliato nei confronti di Papa Leone XIV definendolo come “debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera“.
Aggiungendo inoltre come il Pontefice dovrebbe essere grato al tycoon, per via della sua elezione. Il presidente degli USA ha poi concluso il suo discorso affermando ciò: “Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano“.