Fondi russi alla Lega, Matteo Salvini è solo contro tutti. Conte scarica le responsabilità sulla Lega, Di Maio chiede chiarezza (possibilmente in Aula), il Pd vuole le dimissioni.

Il caso dei fondi russi alla Lega ha cambiato gli equilibri di governo o meglio il rapporto di forza all’interno della maggioranza giallo-verde. Ora Matteo Salvini è da solo contro tutti. Il Partito democratico chiede a gran voce le dimissioni, Conte e Di Maio lo hanno caldamente invitato a presentarsi in Parlamento anche per rispetto alle autorità politiche.

Terza dose Vaccino, a chi spetta prima e quanto dura.

Giuseppe Conte scarica Salvini: “Savoini invitato da un consigliere di Salvini”

Se il MoVimento Cinque Stelle ha fatto sapere di essere favorevole all’istituzione di una commissione di inchiesta – ma allargata a tutti i partiti – per fare luce sui finanziamenti, il premier Giuseppe Conte, con una nota diramata da Palazzo Chigi, ha fatto sapere che Savoini era presente alla cena del 4 luglio perché invitato da un consigliere di Matteo Salvini. Tradotto. O Salvini sapeva o non sa chi ha al suo fianco.

“Si precisa che l’invito del sig. Savoini al Forum Italia-Russia è stato sollecitato dal sig. Claudio D’Amico, consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del vicepresidente Salvini”.

Di Maio volta le spalle a Salvini: deve fare chiarezza in Aula

Luigi Di Maio al contempo ha invitato il leader della Lega a presentarsi in Parlamento per riferire alle Camere. Questo, secondo il leader del MoVimento Cinque Stelle, sarebbe il modo migliore e più democratico per difendersi da quelle che sarebbero accuse false e strumentalizzazioni politiche.

Il Pd chiede le dimissioni

In tutto questo c’è ovviamente il Partito democratico, che continua a chiedere con insistenza le dimissioni del vicepremier leghista, invitato a seguire l’esempio di politici di altri paesi europei che hanno rassegnato le dimissioni per molto meno.

Fondi russi alla lega, Salvini contro tutti

Il leader della Lega, difeso solo da Forza Italia, ribadisce di non avere nulla da dire alle Camere in quanto il caso russo sarebbe un semplice pettegolezzo politico. Se Salvini dovesse proseguire per la via del silenzio anche di fronte alla chiamata del Parlamento potrebbe andare allo scontro con il MoVimento, da sempre icona della trasparenza politica.

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ultimo aggiornamento: 16-07-2019


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