L’incidenza maggiore di elettori under 25 per il Senato è al Sud.

In testa la Campania con il 10% di nuovi elettori dai 18 ai 25 anni che voteranno per la prima volta per il Senato. Oltre al taglio dei parlamentari a queste elezioni ci sarà un’altra novità: l’abbassamento da 25 a 18 anni dell’età necessaria per poter eleggere i senatori. Il corpo elettorale sarà identico a quello della Camera. A cambiare però sarà l’incidenza dei giovani elettori che avrà più peso nelle regioni del sud che del centro-nord. Il Sole 24 Ore ha calcolato l’effetto di questa novità prendendo i dati Istat della popolazione.

Sono circa 3,8milioni di nuovi elettori che andranno al voto con una media nazionale dell’8,2%. In termini relativi, in testa c’è la Campania con il 10% dei ragazzi che andranno al voto. Si tratta di circa 445mila elettori su 4,5 milioni. Nelle regioni del Sud la percentuale è al di sopra della media nazionale con una media del 9,2%. La maggiore presenza di giovani è dovuta anche ad una denatalità meno accentuata che al Nord. Inoltre, nelle regioni del Sud c’è una minore incidenza di cittadini stranieri, molto presenti al nord.

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Le differenze tra nord e sud per impatto dei giovani

Il maggior impatto in termini assoluti si registra in Lombardia, essendo la regione più popolosa: qui gli under 25 aventi diritto al voto sono circa 600mila, pari però all’8% del totale, un punto al di sotto del Sud. Un effetto minore invece si registra nelle regioni più “vecchie” come Liguria (6,9%) e Sardegna (7,1%).

Dalla Liguria alla Campania c’è un divario del 3,1% di impatto dei giovani. Per quanto riguarda l’astensionismo pare che non sia da imputare ai giovani dato che da quanto emerge dai dati delle scorse elezioni, l’affluenza alla Camera è stata solo dello 0,1% più bassa che al Senato dove i giovani non potevano ancora votare.

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ultimo aggiornamento: 22-08-2022


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