La sentenza per il sequestro, le torture e l’omicidio di Giulio Regeni, scomparso al Cairo il 25 gennaio 2016 e ritrovato morto nove giorni dopo.
Dopo la richiesta di ergastolo per gli 007 egiziani, era attesa per oggi la sentenza per il sequestrio, le torture e l’omicidio di Giulio Regeni, scomparso al Cairo il 25 gennaio 2016 e ritrovato morto nove giorni dopo. Dal Tribunale di Roma è arrivata finalmente la decisione per il processo di primo grado verso gli 007 egiziani coinvolti.

Giulio Regeni: la sentenza per gli 007 egiziani
La Corte d’Assise di Roma ha condannato tre 007 egiziani accusati di avere sequestrato, torturato e ucciso Giulio Regeni al Cairo nel 2016. Il quarto agente dei servizi segreti imputato è stato assolto.
“In pochi avrebbero scommesso sul fatto che saremmo arrivati a un processo e poi a sentenza. Questa è già una vittoria, ma ovviamente non ci accontentiamo”, ha detto l’avvocata Alessandra Ballerini, legale di parte civile dei genitori di Giulio Regeni, al suo arrivo a piazzale Clodio nella mattinata. In piazza, insieme al Popolo Giallo, era presente anche la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein.
I dettagli
La Procura di Roma aveva chiesto l’ergastolo per Sharif, ritenuto l’uomo che avrebbe materialmente ucciso Regeni, e 17 anni e sei mesi di reclusione per gli altri tre. La Presidenza del Consiglio, costituita parte civile attraverso l’Avvocatura dello Stato, aveva inoltre chiesto un risarcimento di due milioni di euro. Il generale dei servizi segreti egiziani, Tareq Sabyr, è stato assolto dai giudici mentre i colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim hanno avuto 10 anni; stessa pena per il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif.
La sentenza di primo grado del processo è inappellabile e subito esecutiva, perché i quattro imputati sono stati processati in assenza.
FLASH | L'omicidio di Giulio Regeni: condannati tre 007 egiziani, uno assolto #ANSA
— Agenzia ANSA (@Agenzia_Ansa) September 28, 2026