Giuseppe Conte al Corriere della Sera: “Il governo deve analizzare gli aspetti critici nella gestione di una città unica come Venezia”.

Intervenuto ai microfoni de il Corriere della Sera, il premier Giuseppe Conte ha fatto il punto sulla situazione a Venezia, città messa in ginocchio dal maltempo e ancora in allerta di fronte al rischio di nuovi innalzamenti del livello dell’acqua.

Giuseppe Conte
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Giuseppe Conte al Corriere della Sera: “Venezia è una città ferita, i danni sono stati ingenti”

Nella prima parte della sua intervista al Corriere della Sera Conte ha fatto il punto sul primo impatto di Venezia, una città in difficoltà ma trascinata dallo spirito dei suoi cittadini.

“Venezia è una città ferita, i danni causati dall’acqua alta sono stati ingenti, mi riferisco alle abitazioni, ai negozi, ma anche a quel patrimonio storico-artistico che tutto il mondo ammira, e tra la popolazione c’è il timore che il pericolo non sia ancora passato. Ma i veneziani hanno saputo reagire, ho visto una grande solidarietà e la voglia di rimettersi subito in piedi. A questa comunità voglio dire che il governo farà la sua parte”.

Giuseppe Conte
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Dubbi sul Mose, Conte: “Ora non c’è spazio per la polemica”

Il Presidente del Consiglio ha poi affrontato il tema caldo del Mose, una struttura ancora incompleta. Qualcuno ha osservato come le paratoie potessero comunque essere sollevate. Previa ovviamente l’autorizzazione delle autorità. Che difficilmente avrebbero approvato il funzionamento di una struttura incompleta e non collaudata.

“Metterlo in funzione senza autorizzazione? È una decisione collegata a delle procedure ben precise e azzardi non se ne possono fare. Esprimere un’opinione oggi avrebbe comunque poco senso e sarebbe irrispettoso anche per tutti coloro che hanno operato da subito per far fronte all’emergenza. Le polemiche hanno accompagnato il Mose fin dal principio e rappresentano una delle principali cause che hanno reso difficoltosa la sua realizzazione, senza parlare poi degli scandali. Ora non c’è spazio per polemizzare, bisogna lavorare sodo e tutti insieme”.

Venezia alluvione
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Le prossime azioni del governo per la città di Venezia

Il premier Conte ha poi parlato del Comitatone del prossimo 26 novembre. Si tratta di un maxi vertice interministeriale per la salvaguardia di Venezia.

“Il 26 novembre ho convocato un “Comitatone” interministeriale per la salvaguardia di Venezia, nel corso del quale verrà discussa anche la governance per i problemi strutturali della città, come quello delle grandi navi e del Mose. L’obiettivo del governo è analizzare e valutare tutti gli aspetti critici legati alla gestione di una città unica come Venezia. La partecipazione e l’ascolto delle istituzioni locali sarà parte integrante del processo decisionale. Anticipo che il sindaco sarà nominato commissario in relazione allo stato di emergenza che ieri abbiamo deliberato in Cdm”.

Il discorso si fa decisamente più complicato quando si sposta sui fondi necessari per mettere in sicurezza la città di Venezia.

“Per decidere quanti fondi destinare a Venezia dopo lo stato di emergenza di queste ore attendiamo la puntuale ricognizione dei fabbisogni e degli interventi che il sindaco ci ha garantito farà nei prossimi giorni. Quando avremo il quadro complessivo stanzieremo quanto necessario per le opere di ripristino, e con il ministro Franceschini anche per gli interventi sui beni culturali. Intanto nel Consiglio dei ministri di ieri abbiamo deliberato lo stato di emergenza per la città e stanziato i primi 20 milioni per gli interventi più urgenti. Il prossimo passo sono gli indennizzi a privati e commercianti, poi i fondi per rifinanziare la legge speciale per Venezia”.

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ultimo aggiornamento: 15-11-2019


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