Meloni si prepara ai prossimi passaggi per la formazione di Governo e Parlamento, intanto i dossier sul tavolo da affrontare.

La squadra guidata dalla nuova premier Giorgia Meloni si prepara ora ad affrontare una serie di passaggi per Governo e Parlamento. Sul tavolo del nuovo esecutivo ci sono già i dossier di cui prendere atto: tra i più urgenti non può mancare la questione del caro energia e di altri vari aiuti e tagli che potrebbero alleviare il peso dei costi di cui il Paese è fortemente colpito.

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

Dopo aver ricevuto l’incarico da Sergio Mattarella di formare il Governo, Giorgia Meloni si prepara ad affrontare l’iter di passaggi tradizionali fino alla fiducia in Parlamento. La nuova premier oggi parteciperà alla cerimonia della campanella per il passaggio di consegne fra Mario Draghi e la leader di Fratelli d’Italia.

Martedì e mercoledì si procederà con la fiducia in Parlamento, prima alla Camera e poi in Senato, dove Giorgia Meloni presenterà il suo programma di governo. Dopo aver delineato il primo voto alla fiducia in entrambe le Camere, dal 27 ottobre si costituiranno le commissioni permanenti. Dal 7 novembre i presidenti di Camera e Senato potrebbero convocarle perché eleggano i rispettivi presidenti.

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

I dossier dell’esecutivo

Il 7 novembre in Aula, la commissione speciale costituita per l’esame del decreto legge Aiuti Ter alla Camera inizierà l’esame del testo. Successivamente, il governo dovrà varare una Nota di Variazione del Def (Nadef), per poi presentare la legge di Bilancio che andrà approvata definitivamente dal Parlamento entro il 31 dicembre.

Il primo passo da affrontare sarà necessariamente quello del caro-energia per mettere in sicurezza il primo trimestre dell’anno, che rischierà di assorbire più dei 20 miliardi necessari per portare avanti l’impegno del governo uscente. Per affrontare la questione dei costi sul gas, l’Ue interviene (come dichiarato dall’ex premier Draghi) con l’introduzione di “bollette più basse”.

Per quanto riguarda le pensioni, invece, c’è la necessità di intervenire per evitare un ritorno alla legge Fornero nel 2023. Tra le diverse strade ipotizzate, in primis una Quota 41 con soglia d’età per contenere di molto la spesa. D’altra parte, ci potrebbe essere una continuità al taglio di 2 punti del cuneo fiscale, mentre appare in salita la strada per la Flat tax.

Si potrebbe avere anche il rinnovo dei contratti della P.a., e 3-4 miliardi di fondi di coesione che l’Ue ha concesso di utilizzare per il caro energia e la possibile minor spesa dalle modifiche al Reddito di cittadinanza o dalla rimodulazione del Superbonus. Qualche risorsa potrebbe arrivare anche da una ipotetica nuova rottamazione delle cartelle

Riproduzione riservata © 2022 - NM

Speciale Governo

ultimo aggiornamento: 23-10-2022


Cina, Xi Jinping: terzo mandato a guida Pcc

L’ex ministro degli Esteri Di Maio lascia la segreteria