Nuovi attacchi reciproci nella guerra in Iran. Gli Usa hanno sferrato degli attacchi nel sud del Paese, Teheran ha risposto.
Di nuovo alta tensione tra Usa e Iran con la guerra che sembra essere ripresa. Gli Stati Uniti, infatti, hanno annunciato attacchi a Teheran dopo che quest’ultima avrebbe compiuto azioni “contro le navi commerciali nello stretto di Hormuz”. A loro volta gli iraniani hanno replicato parlando di tregua violata da parte degli Stati Uniti e hanno effettuato attacchi alle basi statunitensi in Kuwait e Bahrein.

Guerra in Iran: l’attacco degli Usa
Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno annunciato di aver iniziato a sferrare “una serie di potenti attacchi contro l’Iran” in risposta alle azioni di Teheran contro le navi commerciali nello stretto di Hormuz”. Secondo quanto riferito anche via social da parte dell’Us Central Command “l’aggressione dell’Iran è stata ingiustificata, pericolosa e ha rappresentato una palese violazione del cessate il fuoco”, da qui la decisione di attaccare.
La risposta di Teheran agli americani
Allo stesso tempo, la replica dell’Iran è stata altrettanto chiara: il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno ripetutamente violato il memorandum d’intesa concordato e ha avvertito che ci saranno ritorsioni in seguito agli attacchi di Washington contro obiettivi nello Stretto di Hormuz.
“L’Iran lancia un serio avvertimento sulle conseguenze della violazione del trattato da parte degli Stati Uniti e adotterà misure decisive per proteggere i propri interessi e la sicurezza nazionale”, ha fatto sapere il ministero in un messaggio condiviso su Telegram e ripreso da Irib News.
Successivamente, l’Iran ha affermato di aver colpito basi statunitensi in Kuwait e Bahrein, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato iraniana. Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato di aver colpito decine di installazioni militari statunitensi in Bahrein e Kuwait in risposta agli attacchi americani, secondo un comunicato diffuso dall’emittente statale IRIB.
“In una prima risposta a questa aggressione, la Marina e le Forze Aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie hanno condotto un’operazione con missili e droni, colpendo 85 installazioni militari statunitensi chiave” nei due Paesi, e abbattendo un drone MQ-9, si legge nella nota ufficiale.