La guerra in Ucraina ha fatto schizzare il prezzo della benzina. Giornata di picchi anche per il grano.

ROMA – La guerra in Ucraina continua a non far bene alla benzina. Come riferito dall’Ansa, il prezzo medio per il servito è passato a 2,204 euro a litro. Per quanto riguarda il diesel servito siamo a 1,904 euro/litro.

Numeri sicuramente molto più alti rispetto alle giornate precedenti e che sono destinati, se non ci sarà la tanto attesa frenata, a salire ancora di più. Una situazione quindi non assolutamente semplice e vedremo cosa succederà nei prossimi giorni su questa vicenda.

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

Frena il gas, aumenta il grano

Per quanto riguarda il gas, in questa giornata c’è stato un picco per poi ritornata ad una cifra molto più bassa rispetto a quella iniziale. Il giovedì si è aperto, infatti, con il record storico di 200 euro al Megawattora per poi ritornare a quota 170.

Continuano le tensioni, invece, per quanto riguarda il grano. In questo caso c’è stata una crescita intorno al 5%. Si tratta di numeri importanti se si pensa al momento in cui siamo. La speranza è quella di poter avere una frenata già nei prossimi giorni, ma molto dipenderà dall’andamento del conflitto e dalla di pace che continua ad essere sempre molto complicata.

pompe di benzina
pompe di benzina

La situazione economica in Italia

Aumento dei prezzi che peggiora (e non poco) la situazione economica in Italia. La speranza di tutti è quella di poter avere un cambio di passo per guardare con maggiore fiducia al futuro, ma molto dipenderà dal destino del conflitto.

Fino a questo momento non si è parlato di una tregua e da qui la salita dei prezzi sembra essere destinata a continuare ancora per diversi giorni. Ma si tratta di una situazione in continua evoluzione e per questo motivo ci possono essere importanti novità.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 03-03-2022


Tim chiude il 2021 in rosso. Su Kkr prima analisi advisor

Guerra in Ucraina, Moody’s e Fitch declassano la Russia