App Immuni, due nodi da sciogliere: il criterio di selezione e la partecipazione cinese in Bending Spoons. Serve chiarezza prima del lancio.

L’App Immuni diventa un caso spinoso per il governo e per il commissario straordinario Arcuri. Le zone d’ombra si moltiplicano con l’avanzare delle inchieste mediatiche, che riportano segnalazioni di presunte irregolarità o meccanismi non proprio limpidi e trasparenti.

Terza dose Vaccino, a chi spetta prima e quanto dura.

App Immuni, dubbi sul criterio di selezione

Non è un caso che sulla questione sia sceso in campo anche il Copasir, intenzionato a fare luce sulla situazione per dissipare le polemiche e i sospetti.

Il primo nodo riguarda la scelta dell’App Immuni (come funziona). In base a cosa ha vinto la gara? Le applicazioni arrivate alla fase finale della selezione. Dall’app concorrente a Immuni protestano e mettono in dubbio la fase di test, ma dalla task force che ha fatto ricadere sulla applicazione italiana fanno sapere che Immuni era in uno stato più avanzato di realizzazione. Quindi la sperimentazione in parallelo potrebbe non aver seguito i protocolli standard ma per il fatto che Immuni, essendo in uno stato più avanzato, poteva avere la precedenza alla luce della situazione.

Applicazioni per smartphone
Applicazioni per smartphone

La partecipazione cinese nella Bending Spoons

Il secondo dato, se possibile ancora più contestato, riguarda la partecipazione cinese (2%) nella Bending Spoons, la società che ha creato l’applicazione Immuni. Il timore è che i dati degli italiani possano in qualche modo finire in Cina. L’ipotesi è stata fermamente smentita dalla ministra Pisano, che ha fatto sapere che non ci sono rischi legati alla circolazione delle informazioni e dei dati sul traffico.

Riproduzione riservata © 2021 - NM

ultimo aggiornamento: 06-05-2020


Coronavirus, Di Maio sulle accuse degli Usa alla Cina: “Non voglio entrare nel merito”

Il premier Conte ai sindacati: “Ci aspetta una fase difficile. Dobbiamo fare un patto sociale”