Il calcio riparte a scaglioni? Possibile via prima per la A. Poi la Serie B e la C.

ROMA – Il calcio riparte a scaglioni? E’ questa l’ultima idea nata dopo l’incontro tra la Figc e i medici. La commissione tecnico-scientifica ha consigliato al presidente Gravina un ritorno in campo step by step. La prima a ricominciare dovrebbe essere la Serie A, con il campionato cadetto e quello della C pronti a riprendere dopo.

E’ un’ipotesi al vaglio della Federazione anche se ancora non si hanno certezze. Nelle prossime settimane serviranno altri incontri con i medici e il Governo per programmare una ripartenza nella massima sicurezza e senza rischi per giocatori e addetti ai lavori.

Green Pass obbligatorio, tutte le regole da rispettare

Molte squadre per il no

La Figc guarda alla ripartenza ma la Lega Serie A è divisa. Sono diverse le squadre che hanno detto la propria contrarietà a tornare in campo. Il primo a chiudere le porte ad una ripresa è stato proprio il presidente del Brescia, Cellino, disponibile a non far scendere in campo la propria squadra in caso di una decisione diversa della Figc.

E sul rischio retrocessione ha aggiunto: “Sono pronto ad andare in Serie B senza fare ricorso se serve per salvaguardare la salute delle persone“. Altre compagini hanno ribadito il proprio no ad un ritorno in campo con il presidente Gravina che è sempre più solo.

Gabriele Gravina
Gabriele Gravina

Gravina insiste: “Bisogna ripartire”

Pensiero diverso per Gravina che vuole ripartire. “Per ricominciare in sicurezza – ha detto il numero uno del calcio italiano – è fondamentale in questa fase mettere a punto le migliori procedure possibili per riprendere l’attività quando ripartirà tutto il Paese“.

Il presidente della Figc spinge anche per una ripresa del campionato anche per evitare un’estate da trascorrere in tribunale.

Scarica QUI la guida con tutte le precauzioni da prendere per limitare il contagio da coronavirus.

calcio news Inter Juventus milan

ultimo aggiornamento: 17-04-2020


Alex Del Piero scende in campo contro il coronavirus

Spadafora, ‘La data del 4 maggio è da confermare’