Serie A, il coronavirus ha trasformato Juve-Napoli in una farsa. E la colpa è di tutti. Ora è il momento di mettere a punto linee guida davvero condivise.

Il coronavirus, la disorganizzazione, la mancanza di coraggio e soprattutto la mancanza regole condivise dal mondo della scienza, dello sport e della politica hanno trasformato Juve-Napoli in una farsa. In uno spettacolo che ha fatto vergognare tifosi, appassionati di sport ma non solo. Già, perché il mondo della politica non si salva dalla figuraccia.

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Calcio e politica, due mondi così vicini eppure così distanti…

Partendo proprio dal mondo della politica, non è chiaro – e ormai da mesi -se il Ministro dello sport abbia o meno voce in capitolo nel mondo del calcio. In diverse occasioni nel corso dell’emergenza sanitaria il titolare del Ministero ha espresso un parere che il mondo del calcio ha deciso di non seguire. Arbitrariamente. Anche se la richiesta era quella di non giocare per motivi di pubblica sicurezza legata alla possibile diffusione del coronavirus.

Non a caso qualcuno ha definito il mondo del calcio come una specie di Stato nello Stato. Ovviamente si tratta di un’esagerazione che però rende l’idea di un mondo che di fronte al coronavirus si è fermato dopo rispetto a buona parte del Paese e che ha ripreso prima rispetto a molti altri. Ma in fondo per comprendere a fondo i meccanismi dobbiamo capire che stiamo parlando di una vera e propria industria. Un po’ anarchica forse, ma di un’industria.

E in occasione di Juventus-Napoli la situazione è stata quasi paradossale. La Asl ferma il Napoli e gli impedisce di andare a Torino. Decisione non in linea con i protocolli concordati al momento della ripresa del calcio, che gli esperti hanno sempre visto con grande scetticismo. Dopo frenetiche ore di discussioni accese, interviene il ministro della salute Roberto Speranza che dice che la partita non s’ha da fare, non si deve giocare.

Prende parte al gran ballo, forse in colpevole ritardo, anche il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, che ricorda come le Asl abbiano il compito di vigilare sul mondo del calcio. Della serie, per il ministro decidono le Asl. La Lega calcio può prendersi il diritto di dire ‘No’ al ministro, quindi al governo, forte dei protocolli che ha firmato proprio con il governo.

Juventus Stadium
Juventus Stadium

Il coronavirus trasforma Juve-Napoli in una farsa

Mentre la giustizia sportiva dovrà decidere sull’esito tecnico e burocratico della partita (sconfitta a tavolino e punto di penalità per il Napoli), non ci sono dubbi che l’unico vincitore della serata è il Coronavirus, che ha cancellato una delle partite storicamente più attese e sentite della Serie A e ha messo in evidenza tutti i limiti di un sistema non all’altezza della situazione.

In altri Paese, giuste o sbagliate che siano, esistono regole standard applicate da tutti. Dalla politica, dalle autorità sanitarie e dai club. Le regole del gioco sono chiare a tutti e rispettate da tutti. Ad oggi in Italia non è così.

Altro dubbio: era davvero necessario trasmettere in diretta dallo Stadium di Torino? Era davvero necessario evidenziare come la Juventus, per motivi burocratici legati alla richiesta della vittoria a tavolino, abbia presentato anche la formazione ufficiale? In altre parole, era necessario tenere le luci così puntate su un non-evento sportivo, su una pagina di non-sport?

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ultimo aggiornamento: 05-10-2020


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