Juventus-Napoli scalda la Serie A. La Asl blocca la partenza degli uomini di Gattuso. E ora che succede?

TORINO – Juventus-Napoli non si gioca. Nonostante le indicazioni arrivate dalla Lega, la partita non dovrebbe disputarsi per le decisioni prese dalle autorità sanitarie. L’Asl di Napoli 1, infatti, ha bloccato la partenza della squadra allenata da Gattuso per “rischio epidemiologico“.

Lo stop è arrivato dopo l’esito del tampone di Elmas, secondo giocatore positivo al coronavirus. Il protocollo nazionale, infatti, prevede l’isolamento dell’intero gruppo con due casi.

Una normativa che va in contrasto con la regola decisa dalla Lega, secondo cui una squadra è tenuta a scendere in campo se ha almeno dodici giocatori di movimento e un portiere. Una squadra può chiedere di non giocare se ha almeno dieci casi di coronavirus. Si tratta di un bonus che può essere speso una sola volta in tutta la stagione.

La Lega: “Si deve giocare stasera”

Nessun passo indietro da parte della Lega che, in una nota ufficiale, conferma la sfida: “Le condizioni per giocare la partita ci sono. C’è un preciso regolamento“.

Spadafora: “Le decisioni spettano agli organismi sportivi”

In una nota stampa il ministro Spadafora ha ricordato come “la situazione generale nelle ultime settimane è divenuta più complessa [..]. Alle Autorità sanitarie locali è demanda una azione di vigilanza. Spetta agli organismi sportivi decidere sugli aspetti specifici del campionato, sia sulla decisione stasera che su eventuali ricorsi futuri […]“.

Cts: “La responsabilità è dell’Asl competente”

Su Juventus-Napoli la responsabilità dell’Asl competente“, la posizione del Cts sulla sfida dello Stadium, riportata da RaiNews24.

La replica della Juventus: “La Prima Squadra scenderà in campo”

Una decisione non condivisa dalla Juventus che, attraverso un comunicato, ha confermato l’intenzione di scendere in campo “come previsto dal calendario della Lega di Serie A“.

Salta Juventus-Napoli, ora che succede? Tutti gli scenari

Nel pomeriggio del 3 ottobre la Lega si allinea alla Juventus con un comunicato: “La partita è confermata per domenica 4 ottobre 2020 alle ore 20.45“.

Per le indicazioni arrivate da via Rosellini, infatti, non ci sono le condizioni per non far disputare la partita. Nel caso in cui il Napoli non si presentasse, nonostante il divieto della Asl, teoricamente si dovrebbe assegnare la vittoria a tavolino alla Juventus. Ma può il parere della Asl contare così poco? Il rischio contrario è che le Asl possano arrivare a paralizzare il campionato. La certezza è che da parte della Lega non c’è nessuna intenzione di far diventare il caso un precedente pericoloso.

In caso di sconfitta a tavolino, il Napoli con ogni probabilità andrebbe a presentare un ricorso spingendo la Lega ad una nuova valutazione sul tema. Se non fosse assegnata la sconfitta a tavolino al Napoli potrebbe essere la Juve a presentare ricorso. In tutto ciò si attendono indicazioni chiare dal governo.

Serie A
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Il precedente ‘pericoloso’ e il silenzio del Governo

Il rinvio di Juventus-Napoli rischia di essere un precedente pericoloso in questa Serie A condizionata dal coronavirus. L’altro aspetto preoccupante della vicenda è il silenzio del Governo.

Da parte dell’esecutivo guidato da Conte non c’è stata mai una vera e propria presa di posizione sulla Serie A. Possibile in queste ore un confronto tra il ministro Spadafora e la Lega per dare indicazioni precise. In attesa di regole più chiare, l’incertezza regna sovrana nel mondo del calcio (e non solo).

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ultimo aggiornamento: 04-10-2020


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