Il governo rischia la crisi prima di Natale: su Mes e Recovery plan italiano l’esecutivo guidato dal Premier Conte potrebbe cadere.

Inizia quella la settimana più lunga del governo Conte Bis, mai così vicino ad una crisi che potrebbe portare ad una spaccatura all’interno della maggioranza e ad una crisi che potrebbe tradursi anche nella caduta dell’esecutivo.

I due grandi scogli sono la task force per il Recovery plan italiano e la risoluzione di maggioranza sul Mes. La partita si gioca tutta nell’arco di pochi giorni, e alla fine della settimana avremo le idee chiare sulle sorti del governo.

MATTEO RENZI
MATTEO RENZI

Recovery plan e Mes, il governo rischia la crisi

Per quanto riguarda il Recovery fund, la data da segnare sul calendario è quella del 9 dicembre, quando l’Aula voterà la risoluzione di maggioranza sul Mes. Di fatto verrà messa ai voti la riforma del Salva-Stati proposta dall’Eurogruppo. Riforma che non piace al Movimento 5 Stelle. Per coerenza i pentastellati dovrebbero votare no, e molti vorrebbero seguire la strada della coerenza.

Ma c’è un però, che di fatto è quello espresso da Conte, Di Maio e Crimi. La riforma non piace, va bene, ma non si vota sull’adozione del Mes da parte dell’Italia, quindi spaccare la maggioranza su una votazione di fatto senza conseguenze pratiche per i nostro Paese sarebbe un clamoroso autogol. Non a caso Di Maio ha spostato l’attenzione sul premier Conte, facendo sapere che non si può mandare il premier sul patibolo per un voto del genere.

La sensazione è che in effetti la maggioranza possa compattarsi. Non sono esclusi tiratori franchi ma quello che conta è il raggiungimento della maggioranza alla prova del voto.

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

No di Renzi alla Task force proposta da Conte per la gestione del Recovery plan italiano

Ma prima di concentrarsi sul Mes il governo deve fare i conti sul Recovery Plan. In Consiglio dei Ministri l’esecutivo si confronterà sull’ormai famosa task force incaricata di gestire i fondi e seguire la realizzazione dei piani. E ad agitare la maggioranza questa volta è Italia Viva, con Matteo Renzi che ha fatto sapere di non essere intenzionato ad approvare la formazione di una nuova task force.

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