Il Milan cambia ma Fabio Borini resta…

Fabio Borini, il Milan in debito con te. Il giocatore meno voluto della folle estate rossonera è ora uno dei pochi punti fermi di Vincenzo Montella.

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Alla luce delle recenti prestazioni del Milan, sembra doverosa una nota di merito per Fabio Borini, l’acquisto più discusso del mercato condotto da Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, il giocatore più discusso dall’inizio dell’anno, bravo e umile però a mettersi al lavoro e al servizio della squadra guadagnandosi una maglia da titolare e gli applausi del pubblico del Meazza.

Non è da Champions League però ha cuore e polmoni

L’attaccante azzurro di certo non ha le caratteristiche tecniche per far innamorare una tifoseria che negli ultimi anni ha visto giocare gente del calibro di Zlatan Ibrahimovic e probabilmente non è neanche un giocatore da Champions League, lì dove i rossoneri vorrebbero tornare. Tutto vero, ma è uno dei pochi che lotta e si batte, uno dei pochi che suda la maglia, è uno dei pochi che porta a casa la sufficienza e lo ha fatto anche in una partita delicata come quella contro l’Inter.

Fabio Borini
Fabio Borini

Fabio Borini, un factotum instancabile

Se da attaccante ha deluso anche a inizio stagione, ossia nel momento migliore del Milan, con il passaggio al 3-5-2 Fabio ha fatto valere le sue doti da maratoneta ritrovando una maglia da titolare insperata. L’infortunio di Conti ha contribuito sicuramente all’esplosione di Borini, ma lui è stato bravo a farsi trovare pronto e ora gioca sempre e ovunque. È partito, con scarsi risultati, da attaccante esterno, si è evoluto come centrocampista di fascia e in occasione di Milan-Genoa ha fatto addirittura il terzino. Contro il Chievo tornerà a centrocampo ma stavolta sulla sinistra. Insomma, non importa dove e come, l’quello che conta per Vincenzo Montella è che Fabio Borini sia in campo. Ha corso per tre contro il Genoa domenica scorsa, correrà oggi a Verona e con ogni probabilità giocherà anche contro la Juventus. Eppure quando è arrivato lo aveva detto: “In pochi lavoreranno più di me“. Bastava solo dargli fiducia…