Roberto Donadoni, lo “scippo” di Berlusconi alla Juventus…

Nell’estate del 1986, il trasferimento di Roberto Donadoni dall’Atalanta al Milan segnò l’inizio delle nuove gerarchie in Serie A. La Juventus aveva opzionato il centrocampista ma il blitz di Berlusconi lanciò un chiaro messaggio ai bianconeri.

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Roberto Donadoni, giovane talento dell’Atalanta, è uno dei migliori prospetti del campionato italiano. Nato a Cisano Bergamasco nel 1963, il centrocampista è uno dei pilastri della formazione orobica guidata da Nedo Sonetti che, nella stagione 1985/86, conclude con un lusinghiero 8° posto.

Gli occhi della Juventus

Roberto Donadoni è anche uno dei punti fermi della Nazionale Under 21 che nello stesso anno perderà solo ai rigori la finale dell’Europeo contro la Spagna. La Juventus, grazie ai solidi rapporto con Cesare Bortolotti, presidente dell’Atalanta, mette gli occhi sul centrocampista che – di fatto – considera già come l’erede di Michel Platini. Nel corso degli anni, infatti, i migliori talenti della Dea erano finiti ai bianconeri grazie a questa specie di corsia preferenziale: da Scirea a Cabrini, da Prandelli a Fanna… Il giovane Donadoni, in un’intervista alla stampa, dirà: “Sento parlare di grosse squadre: Milan, Juve, Roma… Ma in questo momento devo pensare alla salvezza dell’Atalanta, e parte del mio futuro dipende anche dal destino della squadra. Confesso però di essere sempre stato un tifoso del Milan e di Rivera, se questo può aiutarvi a capire…“.

Irrompe il Cavaliere

Poche settimane prima, il Milan a un passo dal fallimento era stato rilevato dal rampante imprenditore brianzolo Silvio Berlusconi. Il nuovo proprietario dei rossoneri è ambizioso e proprio su Roberto Donadoni gioca una partita importantissima, che segnerà il corso del calcio italiano, e non solo. Fin da aprile, infatti, i rossoneri si fanno sotto con la dirigenza nerazzurra. Bortolotti non vuole cedere alle proposte del Milan, dato il rapporto privilegiato con Boniperti. Tuttavia, le pressioni crescono: proprio il giocatore spinge per il trasferimento in rossonero, spalleggiato dal ds Previtali. E Berlusconi mette sul piatto 4 miliardi e mezzo più Icardi e Incocciati: un’operazione da 10 miliardi! Il primo grande acquisto del Milan è servito e da quel momento la Vecchia Signora vivrà quasi un decennio senza primeggiare mentre per il Diavolo sarà l’alba di un’epopea irripetibile.