Immunità parlamentare, il significato e il funzionamento

Immunità parlamentare, cos’è e come funziona

Immunità parlamentare, cosa significa e come funziona. Il caso dei ministri, degli ex ministri, del Presidente del Consiglio e del Presidente della Repubblica.

Nei giorni caldi del voto del Senato su Matteo Salvini per il caso Gregoretti, le discussioni si sono concentrate sull’immunità parlamentare. Si tratta di un argomento che torna ciclicamente alla ribalta in Italia, ma pochi conoscono effettivamente i dettagli del caso, ossia quali siano effettivamente i limiti dell’immunità per i parlamentari e per i ministri e come funzioni in sistema per il Presidente della Repubblica.

Immunità parlamentare, il significato

In base all’articolo 68 della Costituzione, i parlamentari godono dell’immunità per quanto concerne le opinioni espresse e i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni. Tradotto il concetto in maniera pratica, godono dell’immunità parlamentare nel caso in cui nell’esercizio delle proprie funzioni esprimano opinioni che possano configurare un reato.

Non possono inoltre subire perquisizioni delle proprie abitazioni e non possono essere privati della libertà personale (quindi non possono essere arrestati) senza l’approvazione dell’Aula di appartenenza. Camera o Senato. Allo stesso modo, senza il via libera del Parlamento non possono essere intercettati. L’autorizzazione non è necessaria in caso di flagranza di reato.

Camera dei deputati
Fonte foto: https://www.facebook.com/Cameradeideputati

Il caso dei ministri

Per quanto riguarda il Presidente del Consiglio e i ministri. Per comprendere questo caso specifico dobbiamo fare riferimento all’articolo 96 della Costituzione. Come accaduto con Salvini per il caso della Gregoretti, i ministri e gli ex ministri “sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati“. L’autorizzazione della Camera è necessaria nel caso in cui il reato sia stato commesso nell’esercizio delle proprie funzioni ministeriali. Ovviamente il procedimento riguarda anche gli ex ministri nel caso in cui i fatti siano avvenuti nel periodo in cui erano in carica.

Il Tribunale dei ministri e la richiesta di autorizzazione a procedere

L’iter è quello che abbiamo imparato a conoscere per il caso della Gregoretti, tanto per citare l’esempio più recente. Il Tribunale dei ministri (composto da da tre magistrati estratti a sorte) chiede l’autorizzazione a procedere nei confronti di un ministro. La richiesta viene analizzata dalla Giunta che poi presenta una relazione all’Aula di competenza. È proprio il voto dell’Aula a stabilire se la richiesta di autorizzazione a procedere debba essere accettata o respinta.

Matteo Salvini
Fonte foto: https://www.facebook.com/salviniofficial

L’Immunità del Presidente della Repubblica

Per quanto riguarda il Presidente della Repubblica, secondo l’articolo 90 della Costituzione “non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione“.

I giudici non possono procedere nei confronti del Presidente della Repubblica neanche in caso di autorizzazione a procedere da parte del Parlamento, che non ha quindi la possibilità di esprimersi. Sempre nel caso in cui si parli di reati commessi nello svolgimento delle funzioni. Quelli extra-funzionali non sono coperti da immunità.

Fanno eccezioni due reati: l’alto tradimento e l’attentato alla Costituzione. In questi casi si procede con il voto del Parlamento e, in caso di maggioranza assoluta a favore, con il giudizio della Corte Costituzionale.

ultimo aggiornamento: 15-02-2020

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