L’incendio verificatosi ieri alla discarica di Malagrotta (Roma) fa paura, per il rischio di inalare sostanze tossiche nell’aria.

La discarica di Malagrotta, nella giornata di ieri, mercoledì 15 giugno, ha preso fuoco. Un gravissimo episodio, non tanto per il fatto in sé, quanto per le conseguenze catastrofiche a livello ambientale e sanitario. Il problema è legato alla possibilità che nell’aria vengano emanate sostanze tossiche come la diossina, e che i cittadini delle aree capitoline limitrofe possano inalare tali sostanze, incorrendo in rischi concreti a livello di salute. Questo il commento degli esperti in merito alla vicenda.

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Le parole della Sima

La Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) ha lanciato l’allarme legato alle conseguenze per la popolazione capitolina, in seguito all’incendio di ieri. “La diossina è un inquinante organico persistente classificato dalla Iarc come cancerogeno certo per l’uomo, oltre ad avere effetti neurotossici ed essere un distruttore endocrino – afferma il presidente della Sima, Alessandro MianiIl rischio aereo della diossina è limitato all’area interessata dai fumi del rogo e, in caso di nube tossica, a tutto il territorio colpito dalla ricaduta a terra dei fumi”.

“L’esposizione umana alla diossina”, nel 90% dei casi, avviene per via alimentare attraverso il ciclo alimentare completo – dichiara Miani – frutta e verdura, foraggio di animali, allevamenti di animali, erbivori, carnivori di cui l’uomo si ciba. La diossina si bioaccumula soprattutto nei tessuti grassi dell’uomo e la sua emivita è piuttosto lunga: dai 5,8 anni ai 11,3 anni a seconda del metabolismo e dell’abbondanza di massa grassa. Studi effettuati nella terra dei fuochi hanno evidenziato presenza di diossina anche nel latte materno ed in quantità maggiori nelle donne più adulte che per più anni hanno assorbito ed accumulato l’inquinante tossico”.

Incendio Vigili del fuoco
Incendio

L’esposizione, a livello aereo, “è invece limitata alla zona dell’incendio, in quanto la diossina è una sostanza chimicamente pesante che tende a precipitare entro brevi distanze dal luogo di emissione in atmosfera – dichiara inoltre Miani – Oltre alla diossina anche altre sostanze tossiche e cancerogene come metalli pesanti e furani possono liberarsi da un rogo di rifiuti e su questo le autorità dovranno monitorare aria, suolo e acque per comprendere quali e quanti inquinanti hanno interessato l’incendio.

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ultimo aggiornamento: 16-06-2022


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