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Incentivi auto 2026: requisiti, importi e come richiederli davvero
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Incentivi auto 2026: requisiti, importi e come richiederli davvero

Prendere auto a noleggio

Nel 2026 gli incentivi auto esistono ancora, ma non sono tutti uguali: ecco la differenza tra bonus PNRR ed Ecobonus, chi può ottenerli.

Nel 2026 si continua a parlare di incentivi auto, ma bisogna fare attenzione a non confondere misure diverse. Il quadro ufficiale, infatti, si divide almeno in due binari: da una parte c’è il programma PNRR gestito dal MASE per il rinnovo del parco veicoli privati e commerciali leggeri con modelli elettrici, dall’altra resta il canale Ecobonus del Mimit per veicoli a basse emissioni. La misura PNRR, finanziata con una dotazione di 597,32 milioni di euro, punta all’acquisto di almeno 39.000 veicoli a zero emissioni entro il 30 giugno 2026.

Chiavi auto nuova
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Il bonus PNRR per auto elettriche e veicoli commerciali non vale per tutti

La misura più forte, quella di cui si parla quando si citano importi fino a 11.000 euro per i privati e fino a 20.000 euro per le microimprese, è il bonus previsto dal decreto 8 agosto 2025. Non riguarda però tutti indistintamente. Per le persone fisiche vale solo per l’acquisto di una sola auto nuova M1 esclusivamente elettrica, con prezzo di listino non superiore a 35.000 euro al netto di IVA e optional, ed è riconosciuto a un solo soggetto per nucleo familiare. Inoltre spetta solo a chi risiede in un’area urbana funzionale e ha un ISEE fino a 40.000 euro: l’importo è di 11.000 euro con ISEE fino a 30.000 euro e di 9.000 euro con ISEE oltre 30.000 e fino a 40.000 euro. Per le microimprese con sede legale in un’area urbana funzionale, invece, il contributo copre fino al 30% del prezzo del veicolo elettrico commerciale N1 o N2, con tetto massimo di 20.000 euro, e può riguardare al massimo due veicoli.

C’è poi un altro punto decisivo: nel bonus PNRR per i privati la rottamazione è obbligatoria. Il veicolo da demolire deve essere della stessa categoria, omologato fino a Euro 5, e chi prenota il bonus deve risultarne primo intestatario da almeno sei mesi. Lo stesso limite temporale di almeno sei mesi vale anche per le microimprese sul mezzo da rottamare. Questo significa che, dentro questa misura specifica, non esiste il contributo base da 6.000 euro senza rottamazione: quel meccanismo appartiene all’Ecobonus ordinario, non al bonus PNRR del MASE.

Come si richiedono gli incentivi e dove nasce spesso la confusione

Anche la procedura è diversa da quella che spesso viene raccontata in modo generico. Nel bonus PNRR non è il concessionario a fare tutto fin dall’inizio al posto del cittadino: il sistema prevede una registrazione sulla piattaforma e la generazione di un voucher, che poi deve essere validato dal venditore entro 30 giorni. La validazione non può comunque avvenire oltre il 30 giugno 2026, che resta il termine ultimo fissato dalla misura. Alla consegna del veicolo nuovo, il mezzo da rottamare deve essere consegnato contestualmente al venditore.

Accanto a questo canale, il portale Ecobonus del Mimit continua a riportare contributi per le auto M1 a basse emissioni: nella fascia 0-20 g/km il contributo può arrivare a 11.000 euro con rottamazione, mentre senza rottamazione il valore indicato è 6.000 euro. In questo caso le regole cambiano ancora: per la rottamazione il veicolo può essere intestato da almeno 12 mesi all’acquirente della nuova auto o a un familiare convivente, e per chi ha ISEE inferiore a 30.000 euro i contributi sulle auto fino a 60 g/km possono essere maggiorati del 25%. Proprio per questo, quando si scrive di incentivi auto 2026, bisogna distinguere bene fra bonus PNRR ed Ecobonus ordinario, perché importi, requisiti e modalità di domanda non coincidono.

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ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2026 18:29

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