Un’indagine di mercato condotta di recente sulle uova di Pasqua, ha messo in evidenza dei prezzi in costante aumento.
Dopo l’aumento del costo dei biglietti aerei, un altro aspetto di consumo finito sotto la lente di ingrandimento degli studiosi sono le uova di Pasqua. Come riportato da Sky Tg 24, che a sua volta riprende un’indagine condotta da Udicon-Piepoli, ha messo in evidenza le ragioni di tutto ciò.
Il fenomeno descritto, sembrerebbe prevedere una tecnica di marketing il cui intento è quello di trarre in inganno il consumatore. Nonostante i presupposti appena descritti, quasi mai si sfocia nell’illegalità tramite il suo utilizzo.

Uova di Pasqua: le ragioni dell’aumento
L’indagine condotta, evidenzia il fenomeno della shrinkflation. Ovvero, la riduzione della quantità del prodotto a discapito di un prezzo rimasto invariato, aspetto percepito dall’84% delle persone intervistate. Si tratta a tutti gli effetti di una scelta di marketing, la quale viene severamente punita.
In seguito a questo fenomeno definibile come “ingannevole” gli italiani hanno radicalmente cambiato le loro abitudini. Infatti, tre italiani su quattro hanno scelto un altro approccio alla spesa. Nel frattempo, oltre a quanto appena descritto, il Codacons ha notificato un aumento del 10% su alcuni marchi.
Lo scorso anno, un uovo di produzione industriale poteva costare circa 70 euro, rispetto ai 77 euro previsti per l’anno corrente. Perfino le colombe hanno subito un rincaro dei prezzi, seppur in forma più contenuta (3%).
L’appello di Udicon
L’appello della presidente di Udicon Martina Donini, consiste in un maggiore favoreggiamento della trasparenza: “È fondamentale che il mercato sia sempre più chiaro. Se aumentano i costi di produzione è giusto che il prezzo lo rifletta in modo esplicito, ma ridurre le quantità mantenendo lo stesso prezzo rischia di generare confusione e sfiducia. I consumatori devono poter capire con immediatezza cosa stanno acquistando e quanto stanno pagando. Il fatto che tre italiani su quattro abbiano già cambiato modo di fare la spesa dimostra quanto il tema del potere d’acquisto sia oggi centrale nel nostro Paese“.
E ancora: “Sempre più famiglie cercano alternative, confrontano i prezzi, cambiano marca o punto vendita. È un segnale che non può essere ignorato e che richiede maggiore attenzione verso la tutela e l’informazione dei consumatori“.