Inchiesta gestione Covid chiusa: indagati Conte e Speranza
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Direttore: Alessandro Plateroti

Inchiesta Covid: indagati Conte, Speranza e altri politici

Giuseppe Conte

La Procura di Bergamo ha chiuso l’inchiesta sulla gestione del Covid in cui erano indagati l’allora premier Conte e il ministro Speranza.

Giuseppe Conte, Roberto Speranza e il presidente di regione Lombardia Attilio Fontana insieme all’ex assessore al Welfare Gallera sono alcuni degli indagati nell’inchiesta. Dopo tre anni la Procura di Bergamo, la provincia più colpita ha deciso di chiudere l’inchiesta sulla gestione del Covid durante i primi mesi della pandemia. L’ex premier e l’ex ministro della Salute però saranno valutati dal Tribunale dei Ministri di Brescia perché avrebbero commesso reati durante le attività ministeriali. Per loro due l’indagine non finisce ancora.

“Anticipo subito la mia massima disponibilità e collaborazione con la magistratura. Sono tranquillo di fronte al Paese e ai cittadini italiani per aver operato con il massimo impegno e con pieno senso di responsabilità durante uno dei momenti più duri vissuti dalla nostra Repubblica”, ha detto il leader dei 5 stelle. “Ho sempre pensato che chiunque abbia avuto responsabilità nella gestione della pandemia debba essere pronto a renderne conto. Io sono molto sereno e sicuro di aver sempre agito con disciplina ed onore nell’esclusivo interesse del Paese. Ho piena fiducia come sempre nella magistratura”, ha invece commentato Roberto Speranza.

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Per Conte e Speranza non si conclude l’indagine

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Tra gli indagati ci sono anche alcuni dirigenti chiave del ministero della Salute, il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli, il coordinatore del primo Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo e l’allora capo della Protezione civile Angelo Borrelli. Gli accertamenti si sono avvalsi della consulenza del microbiologo Crisanti e hanno riguardato tre livelli, uno locale, uno regionale e uno nazionale.

Gli inquirenti hanno analizzato i morti delle Rsa della Val Seriana e il caso dell’ospedale di Alzano, chiuso e riaperto nel giro di poche ore, ma soprattutto la mancata istituzione di una zona rossa uguale a quella disposta nel Lodigiano. Oggetto dell’inchiesta anche i mancati aggiornamenti del piano pandemico, fermo al 2006, e l’applicazione di quello esistente anche se datato che comunque, stando agli elementi raccolti, avrebbe potuto contenere la trasmissione del Covid.

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ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2023 15:18

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