La Procura di Roma ha aperto due inchieste per gli scontri di sabato 9 ottobre. Il Copasir chiama la ministra Lamorgese.

ROMA – La Procura di Roma ha aperto due inchieste gli scontri di Roma di sabato 9 ottobre. Come riferito dall’Ansa, i pm della Capitale hanno deciso di dividere in blocchi quanto successo nella Capitale: da un lato l’irruzione nella sede della Cgil e dall’altro la protesta nei pressi di Palazzo Chigi.

Nei prossimi giorni saranno ascoltati tutti i fermati e si cercherà di chiarire meglio la posizione dei responsabili. Le misure cautelari, al momento, restano e presto ci potrebbero essere importanti novità.

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Le due indagini

La prima indagine, come riferito dall’agenzia di stampa, è stata aperta sull’irruzione avvenuta alla Cgil. In questo caso sono indagati i sei arrestati, ritenuti i promotori della rivolta. Tra loro anche Roberto Fiore, Giuliano Castellino, Pamela Testa e il leader di Io Apro Biagio Passaro.

Per loro i magistrati hanno contestato i reati di istigazioni a delinquere, devastazione e saccheggio. Il pubblico ministero ha inoltre chiesto la convalida dell’arresto.

La seconda, invece, riguarda quanto successo davanti a Palazzo Chigi. In questo caso sono ancora in corso gli accertamenti. Intanto altre quattro persone sono state iscritte sul registro degli indagati con l’accusa di istigazione a delinquere.

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Il Copasir convoca la ministra Lamorgese

Si tratta una settimana fondamentale per quanto successo nella giornata di sabato 9 ottobre. Il Copasir, infatti, ha predisposto una audizione da parte del direttore dell’Aisi e chiesa una informativa della ministra Lamorgese per ricostruire meglio la vicenda.

La titolare del Viminale presto potrebbe essere ascoltata anche in Parlamento per rispondere alle domande dei deputati e senatori. Episodi che quindi non sono finiti qui e rischiano di aprire una nuova polemica nella maggioranza. La Lega, infatti, ormai da tempo chiede le dimissioni della ministra Lamorgese e questa vicenda ha aperto sicuramente una nuova spaccatura.

Altri sei arresti

Nella giornata di sabato 30 ottobre altre sei persone sono finite in manette per quanto successo a Roma il 9. Misure cautelari in carcere per Fabio Corradetti (figlio della compagna di Castellino) e Massimiliano Petri. Domiciliari per Roberto Borra, obbligo di dimora per Luca Castellini.

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ultimo aggiornamento: 30-10-2021


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