Le indagini sulle minacce e gli insulti online al presidente Mattarella durante il primo lockdown.

ROMA – Sono entrate nel vivo le indagini sulle minacce e gli insulti online al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante il primo lockdown. Nella giornata di giovedì 11 marzo sono state diverse le perquisizioni effettuate dalla Polizia dopo l’identificazione dei responsabili.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, si tratta di cittadini senza una chiara o marcata appartenenza a partiti o movimenti politici.

Le indagini

Le indagini sono iniziate subito dopo gli insulti apparsi sui social. La Procura di Roma ha contestato ai responsabili il reato di offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato.

Accuse che sono perseguibili d’ufficio e non hanno bisogno di una denuncia da parte del Quirinale. Nei prossimi giorni si continueranno ad effettuare tutti gli accertamenti del caso per individuare meglio la posizione dei responsabili. Gli investigatori pensano ad “un ruolo significativo nella campagna d’odio, veicolata sul web“.

Auto polizia
Auto polizia

Gli insulti

Gli insulti e le minacce si riferiscono principalmente al primo lockdown. La decisione di vietare gli spostamenti non era stata accettata da molti italiani e nel mirino, oltre al presidente della Repubblica, erano finiti anche l’ex premier Conte e diversi ministri del governo.

Le indagini hanno portato all’individuazione dei responsabili e nei prossimi giorni si continuerà ad approfondire meglio la vicenda per individuare il ruolo dei responsabili. Gli inquirenti vogliono capire se si è trattato di gesti singoli oppure dietro c’è una organizzazione molto più ampia. Gli accertamenti proseguiranno nelle prossime ore e dalla Procura di Roma resta il massimo riserbo sull’episodio.


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