L’intervento di Matteo Salvini alla Scuola di formazione politica della Lega: “Per il prossimo scostamento di bilancio chiederemo coraggio”.

MILANO – Matteo Salvini è intervenuto alla Scuola di formazione politica della Lega. Il leader della Lega è ritornato sul decreto Sostegni: “Hanno gridato al condono per lo stralcio di alcuni milioni di cartelle di 10-15 anni fa – ha detto l’ex ministro, riportato dall’AdnKronos ma in un Paese normale tutto questo sarebbe già successo. Il provvedimento è solo un primo mattoncino, per il prossimo scostamento di bilancio chiederemo maggiore coraggio […]. Se ci sarà bisogno chiederemo anche di mettere 100 miliardi, si tratta di benzina da mettere nel motore“.

Matteo Salvini su Mario Draghi

Il leader della Lega ha parlato anche della scelta di entrare nel Governo Draghi: “Noi siamo i primi sostenitori del premier. C’è una grande possibilità di riscatto per questo Paese. Draghi ha detto che se l’Europa funziona bene, altrimenti si fa da soli. Parole arrivate poco prima dell’apertura della Merkel a Sputnik. Se l’avesse detto Salvini sarei stato arrestato per sovranismo“.

Noi siamo entrati nel Governo non perché è cambiata la Lega – ha aggiunto – ma perché la Lega ha l’ambizione di cambiare in meglio l’Unione Europea ed è positivo aver sentito il mio presidente del Consiglio mette l’Italia e gli italiani al centro“.

Matteo Salvini
Matteo Salvini

Matteo Salvini sulla giustizia

Matteo Salvini ha affrontato un altro tema molto delicato come la giustizia: “C’è un tritacarne su questo tema e poi se viene assolti, come successo con Rixi che non sta al governo per quel procedimento, ci sono 5 righe a paina 32. Serve una riforma della giustizia ambiziosa e importante. Non potrà essere questo l’esecutivo che affronta in grande stile i problemi della giustizia ma il prossimo che sarà eletto. Sono certo che farà una grande, coraggiosa e sistematica riforma della giustizia che rimette al centro il cittadino“.

Il vicepresidente del Csm in un’intervista ha detto che il caso Palamara era isolato – ha aggiunto – e che il modello Palamara erano casi singoli. E no, era un sistema di aiuti, autotutele, silenzi e bugie […]. Con i soldi del Recovery Fund, inoltre, si deve frantumare il codice degli appalti e non solo cancellarlo“.

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ultimo aggiornamento: 21-03-2021


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