Lunga intervista di Ignazio Visco ai microfoni del Corriere della Sera. Il Governatore di Bankitalia sulle polemiche: “La vigilanza ha svolto il suo compito”.

Intervenuto ai microfoni del Corriere della Sera, il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha parlato delle polemiche che lo hanno travolto negli ultimi giorni dopo il caso della Popolare di Bari. Tra i critici più duri c’è Luigi Di Maio, al quale il numero uno di Bankitalia ha fatto sapere di essere pronto a rispondere in ogni sede.

Ignazio Visco al Corriere della Sera: “La vigilanzasulle banche ha svolto il suo compito con il massimo impegno”

Nella prima parte della sua intervista al CorSera, Visco ha parlato delle critiche arrivate – bipartisan – dal pd e dal Movimento 5 Stelle.

“Ci sono molte dichiarazioni e andrebbero valutate una per una. Intanto bisogna esaminare individualmente le due attività: quella di vigilanza e quella di gestione e risoluzione delle crisi, che sono cose diverse. La vigilanza sulle banche ha svolto il suo compito, con il massimo impegno e io reputo positivamente. La scelta di porre in amministrazione straordinaria questa banca è il risultato, come sempre in questi casi, di un’attenta analisi, è un atto possibile in termini di legge solo dopo aver rilevato gravi perdite o carenze nei sistemi di governo societario. Ma la vigilanza non può intervenire nella conduzione della banca, che spetta agli amministratori scelti dagli azionisti. La banca deve seguire delle regole, la vigilanza verifica che ciò effettivamente accada”.

“La soluzione ordinata delle crisi bancarie, di per sé non semplice, è complicata dal nuovo approccio europeo in materia di gestione delle crisi e aiuti di Stato. Ma questo non ha niente a che fare con l’essere arbitro e giocatore“.

Bankitalia
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L’Italia e il caso dei salvataggi

Il Governatore ha poi parlato delle polemiche molto italiane che accompagnano i salvataggi degli istituti. In altri Paesi europei l’opinione pubblica e la politica non creano un caso, come invece accade in Italia.

“Non so se i salvataggi abbiano fatto meno rumore negli altri Paesi; sono costati al contribuente molto più che da noi: l’intervento pubblico in Germania e in Olanda ha accresciuto il debito pubblico di oltre il 10 per cento del Pil, da noi di poco più dell’1 per cento. Quasi tutti questi interventi hanno avuto luogo prima del cambiamento delle regole sugli aiuti di Stato e sul coinvolgimento dei creditori, avvenuto nel 2013, anche come reazione all’alto costo di quei salvataggi”.

Banca Popolare Bari
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Ignazio Visco, “L’Italia deve ricominciare a crescere o ci ritroveremo tra un anno a fare le stesse discussioni”

Nella fase conclusiva dell’intervista invece Visco ha parlato della manovra economica senza risparmiare critiche e suggerimenti.

“L’Italia deve ricominciare a crescere o ci ritroveremo fra un anno a ripetere le stesse discussioni. Dobbiamo pensare alla manovra come un ponte che sana problemi di breve periodo per passare poi al piano strutturale. Gli investimenti pubblici sono importanti ma è l’investimento privato quello più rilevante. Si fonda sulla fiducia, una fiducia che oggi si misura con lo spread ed è assurdo che noi abbiamo uno spread doppio rispetto a Spagna e Portogallo. Se il tasso d’interesse alto dipende da rischi di tipo sovrano bisogna eliminarli rapidamente. Ci vuole un impegno per una discesa del debito graduale ma progressiva e costante.

Soprattutto servono azioni strutturali di rilancio dell’economia. Come diceva Ciampi, non abbiamo rinunciato alla nostra sovranità ma abbiamo deciso di condividerla. Per avere successo dobbiamo essere lungimiranti, credibili, coerenti e capaci di dialogare con un’opinione pubblica incerta e che nella sua incertezza coinvolge tutta l’economia, compresa la Banca d’Italia”.

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ultimo aggiornamento: 23-12-2019


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